Astrophytum myriostigma (berretta del vescovo)

Astrophytum: piante stella, cadute da chissà quale parte del cielo

Astrophytum, quale nome migliore  per descriverli? Pianta stella.

gli Astrophytum sono cactacee, che sembrano cadute da chissà quale parte del cielo. Geometrie perfette, esigenze minime e fioriture in tonalità calde di giallo o giallo a gola rossa.

Sono piante messicane, con o senza spine, con ciuffetti di peli bianchi o senza.

Sono quasi tutti di semplice coltivazione, hanno bisogno di tanto sole e di un periodo invernale a temperatura bassa per preparare le abbondantissime fioriture estive. Sono piante autosterili per cui…abbiamo una buona scusa per coltivarli a coppie. Si ibridano molto facilmente, questo ha dato il via a un collezionismo “alternativo”, che non riguarda le piante in purezza ma le piante “costruite” in laboratorio. Interessanti le tante “variabili” che riguardano il numero di coste, la puntinatura, la spinatura e, ultima moda, i “bozzi vari”. Forse comincerò ad interessarmi a queste novità bitorzolute quando la natura avrà smesso di meravigliarmi.

Gli Astrophytum sono piante bellissime, molto variabili con l’età, come noi. I semenzai hanno il fascino della perfezione miniaturizzata. Gli adulti  non sono più  perfetti ma soggetti unici, molto diversi uno dall’altro. Gli esemplari vecchi sono rocce contorte, veri capolavori.

Per chi si volesse cimentare nella semina dei cactus, gli Astrophytum sono le piante ideali per cominciare. D’estate, dal bellissimo fiore fecondato, si sviluppa il frutto che matura in sole due settimane. Quando è pronto si spacca e mostra i semi, abbastanza grandi, nero-bruni.  Si possono seminare subito e nascono in fretta.

Dalla semina, per qualche mese, è consigliabile irrigare da sotto, riempiendo il sottovaso e buttando l’acqua in eccesso dopo qualche ora. Bagnando dall’alto si rischia di destabilizzare la pianta o addirittura di estirparla perché all’inizio ha una sola radice delicata, quindi poco ancoraggio.

L’unico che dà qualche problema di coltivazione è l’Astrophytum asterias che perde facilmente le radici durante l’inverso, se tenuto asciuttissimo, ma può marcire se inumidito. L’Astrophytum asterias ad oggi è in cites 1 per cui non di facile reperibilità. Nel caso lo trovassimo in vendita accertiamoci che sia accompagnato da legale autorizzazione rilasciata dagli organi competenti. Qualche anno fa si trovavano piante grandi che, dopo essere state allevate (non coltivate ma proprio allevate) su portainnesto, venivano rese franche e vendute a caro prezzo. Questo per sopperire alla naturale lentezza della pianta. Non abbiamo tempo di aspettare i suoi comodi!!!

L’elenco cites 1 contiene specie a rischio di estinzione. Facendone oggetto di desiderio, noi collezionisti,  alimentiamo un mercato illegale. Sarebbe bello che ci limitassimo  a guardare le piante, oppure a fare safari fotografici, negli orti botanici che si adoperano per conservare e riprodurre le specie a rischio.

Gli Astrophytum amano il sole ma occorre un minimo di attenzione al momento dell’uscita primaverile. Se messi direttamente al sole, dopo il  ricovero invernale, si ustionano facilmente. Non potendo cospargerli di crema solare…proteggiamoli con un leggero tulle per i primi giorni, oppure lasciamoli ambientare per un po’ dove prendono sole solo al mattino o verso sera.

Va benissimo il terriccio normale da cactus ben drenante, senza bilancino 🙂 di cui abbiamo parlato qui:

http://millaboschi.com/terriccio-per-piante-grasse/

 

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Pubblicato da

millaboschi

Sono Milla, contadina da sempre, floricoltrice da 15 anni.

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