seminare officinali e aromatiche : seminare per passione

Seminare officinali e aromatiche: fare la propria piccola parte in questo mondo così grande

Dopo anni di curiosità e ricerche, quattro anni fa abbiamo cominciato a seminare officinali, aggiungendo questa novità alla produzione di cactus e succulente. L’anno scorso abbiamo seminato una cinquantina di varietà tra officinali e aromatiche. Uno “sforzo” notevole, sia di lavoro che di ricerca. Occorre studiare l’uso e la coltivazione, procurare i semi e passare intere giornate a contarli, coprirli il giusto, cartellinarli, bagnarli simulando la pioggia, e aspettare.

 

Sempre si viene ripagati da tutto questo lavoro, quando le piante sbucano dalla terra, ci si sente un po’ dio, magari con lettera minuscola, ma sempre dio. Noi, abbiamo deciso di seminare, leggermente prima della temperatura ideale per le semine. Quindi di anticiparlo questo dio, che in pianura padana scalda un po’ tardi, rispetto alla riviera. La scelta di seminare in serra fredda è rispettosa dell’ambiente, non si brucia gasolio, e produce piante ben ambientate alla vita all’aperto, non fragiline ma toste :).

Un fiasco sonoro!

Questa scelta di naturalità, ci permette di avere piante pronte alla vendita a fine aprile, non prima, anzi, per qualcuna anche metà maggio. Cioè, quando tutti hanno già comprato le piante aromatiche, provenienti da serre riscaldate (per lo più olandesi), oppure da vivai liguri. Tutti abbiamo fretta! prima di giovedì grasso abbiamo a disposizione le uova di Pasqua, il 27 dicembre ci sono dolci di carnevale  nei banconi, primule prima di Natale, rose e fragole  tutto l’anno! Non viene spontaneo chiedersi quanto ci costa, in termini ecologici, questo snaturare le produzioni. Vediamo e compriamo, ipnotizzati dagli scaffali.

Per nostra fortuna, le piante aromatiche vendute dal supermercato a febbraio, a maggio sono già morte, questo ci ha permesso di recuperare almeno i soldi dei semi! Queste piante morte però non hanno un valore solo in euro. Per produrle fuori stagione, respireremo gli inquinanti del riscaldamento, del trasporto, dello smaltimento…un costo decisamente molto alto.

Tornando al nostro piccolo impianto di officinali, fu un fiasco sonoro! di quelli che, se fossimo stati su un palcoscenico, avrebbe fatto rimbombare di fischi la strada fuori dal teatro! vassoi e vassoi di Tomatillo, ruta, ceci, basilici speziati e violetti, salvie ananas e mente cervine, ci guardavano come dive in decadenza, senza che nessuno le degnasse di un minimo interesse. A fine agosto, visto l’andazzo, cominciai a regalare agli ospiti del b&B, anche l’origano cubano, che vedevo vendere nelle fiere, a 7 euro il vasetto. Per tutto il resto, la cucina si trasformò in un laboratorio a ciclo continuo. In campagna non si butta via niente.

Come in ogni normale attività, valutammo a tavolino cosa non aveva funzionato. Facile capirlo: come si fa ad essere competitivi e visibili in campagna? Perchè mai le persone dovrebbero venire fin qui? Abbiamo cose, che sono, apparentemente uguali, se non esteticamente “più brutte”, a quelle che possono comodamente far cadere nel carrello della spesa? Con un’occhiata veloce (come veloce deve essere la spesa dopo il lavoro), non si riesce  a vedere che l’offerta di piante riguarda sempre  le stesse cose, un numero strabordante in quantità, ma poverissimo di varietà.

Tanacetum balsamita, erba di san Pietro
Tanacetum balsamita, erba di san Pietro

Bisognerebbe essere giovani, magari anche abbastanza forti per fare i mercati, per farsi vedere e rivedere, per spiegare le differenze fra la produzione di piante in modo industriale e quella agricola. Siamo in un’età di mezzo, non abbastanza vecchi per andare in pensione (e deporre la voglia di lavorare?) e non abbastanza giovani per tutto questo.

Decisioni difficili…

Così decidemmo di non seminare più. Fu una scelta accompagnata da molti sospiri. L’idea di coltivare le piante in uso prima della nostra nascita, quelle che sono nei campi e non conosciamo più, ci riempiva di frizzante curiosità. Però decidemmo di rinunciare. Era inverno, sembrava possibile. Quando poi arrivò la fine di febbraio…ci sembrò di non celebrare la primavera, di essere contadini inutili. Con marzo  il sangue cominciò a sentire la linfa muoversi (come l’orticaria che fiorisce quando le piante cominciano ad andare in umore).

…e la forza di cambiare idea

la prima settimana di marzo ho cominciato le semine. Abbiamo procurato alveoli di polistirolo da 96 cellette, poco ingombranti e leggeri. Continuiamo a seminare officinali, qui,  a 20 km dalla città, in un’azienda non visibile dalla strada. Per dirla con un francesismo è come “pisciare controvento”. Ecco, è esattamente quello che stiamo facendo, con tutta la passione possibile!!! Mi farebbe stare male lasciar perdere i semi che ho, di gettare la spugna…non se ne parla. Le piante stanno cominciando a germogliare, io continuo a stare tutto il giorno con le mani nella terra e a studiare la sera, perché nessun giorno sia “sprecato”. Faccio la mia parte meglio che posso. In questo mondo grandissimo, una parte molto piccola, ma seminare officinali e coltivare succulente…è la mia!

cosa cambierebbe se ognuno facesse la sua parte?

Anche non comprare prodotti  fuori stagione può essere la nostra battaglia pacifica per un mondo migliore. Facciamo solo un esempio: rose ovunque, tutto l’anno, a  prezzi stracciati. Siamo consapevoli che quelle rose stanno inquinando la poca acqua disponibile in grandi territori africani? Vengono irrorate con pesticidi terribili che, al di fuori di ogni norma,  avvelenano le persone che ci lavorano in mezzo o che vivono in quei luoghi. Vengono coltivate fuori Europa per il costo manodopera bassissimo e senza sindacati, e per l’assenza di regole d’uso per prodotti chimici. Davvero il nostro buon umore è legato a quel mazzolino di similfiori a cui hanno fatto bere inchiostro, per creare tinte attraenti? Davvero non possiamo fare di meglio con quei pochi euro?

Le nostre officinali e aromatiche saranno in vendita anche quest’anno,  a primavera e non prima 🙂  in via Castellaro 45 a Bannone di Traversetolo, prime colline di Parma.  La gita “aromatica” può essere arricchita con visita ai castelli, Torrecchiara e Montechiarugolo sono i più vicini. Chiuso il lunedì, siamo aperti anche la domenica tutto il giorno, a 2 km dal mercato di Traversetolo (mercato storico della domenica mattina). Se progettate il viaggio per arrivare qui, vi consigliamo di telefonare, alle aziende a conduzione familiare basta dover fare una commissione urgente per dover chiudere qualche ora. 🙂

 

 

 

 

 

 

Pubblicato da

millaboschi

Sono Milla, contadina da sempre, floricoltrice da 15 anni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *