aria di primavera a gennaio: in serra naturalmente!

Aria di primavera  a gennaio: in serra naturalmente!

si arriva in serra con giacca a vento e sciarpetta, si entra e il calore ci investe con tutta la sua allegria. Sarebbe bellissimo poterci lavorare tutto il giorno: mani nella terra e testa qua o là. In questo periodo invece sto dedicando molto tempo al computer, vista la frequenza degli articoli sul blog non si direbbe vero? Mi sono intestardita nel voler rifare il catalogo da mettere online, dopo che quello del sito si è “svampato”. Col virtuale è così, le cose scompaiono senza neanche fare pufff.

Come dicevo, sto facendo il nuovo catalogo. Per niente facile per me che ho iniziato la mia carriera scolastica facendo le aste (qualcuno se lo ricorda l’impegno per farle dritte?) e sono andata…poco oltre. Però  mie conoscenze informatiche stanno migliorando e ne sono molto fiera, penso che imparare qualcosa ogni giorno, in qualsiasi campo, sia  un buon obiettivo per tutta la vita.

Lavori in corso

In serra ci sono chiari accenni di vegetazione primaverile e energia vivacissima. I semenzai sono  turgidi, e portano già una piccola vena di verde nuovo sugli apici.

semenzaio di Gibbaeum pilosulum
semenzaio di Gibbaeum pilosulum

 

le Kalanchoe sono in boccio o in fiore,  le hoya segnalano la ripresa vegetativa avvizzendo leggermente le foglie per dire: ho sete!!!

Questa “buona ripresa” per qualche pianta o famiglia di piante, va aiutata con l’operazione indispensabile del rinvaso, oppure basta una sistematina.

Alle haworthia per esempio, l’aria di primavera comporta il bisogno di essere pulite dalle vecchie foglie. In natura seccherebbero o marcirebbero producendo humus per la pianta. In vivaio la foglia gialla conferisce l’aspetto trascurato o malato che disincentiva all’acquisto. Per questo motivo, dopo la pulitura procederemo alla concimazione, a mo’ di scuse per la privazione dell’humus naturale.

 

Haworthia con foglie basali gialle
Haworthia con foglie basali gialle

A qualcuno invece servirà proprio cambiare terriccio e dimensione del vaso, ne abbiamo parlato qui:

http://millaboschi.com/365-2/

Lavori in corso dunque, come tutto l’anno. In questo periodo cerco anche di visitare qualche garden per non perdere il polso della situazione, a volte dimentico che c’è un mondo fuori da questo cortile 🙂 🙂 .

Sarei tentata di raccontarvi quello che trovo in giro ma sarei di parte e per ora mi astengo.

Viole, Violette e viola d’amore

le viole macchiano già il prato selvatico, è quasi primavera, annusiamo, raccogliamo e cuciniamo viole!

Ovviamente tutto ciò risveglia il nostro lato poetico, pensiamo alle collanine di fiori  infilate con ago e filo di refe,  ai giochi dell’infanzia… ma anche alle viole candite e alle insalate fresche di foglie e fiori.
Sono fiori poetici, evocatori.
Riesce difficile definirla erbacea perenne dopo che Foscolo l’ha chiamata “fior nunzio d’aprile” ma ci perdonerà la mancanza di romanticismo, visto che stiamo pensando addirittura di condirla insieme all’insalata, con olio e aceto balsamico.
Del resto, fra le sue tante proprietà è anche lassativa per cui: non è solo romanticismo.
Napoleone ne era innamorato, Maria Luigia portò a Parma questa grande passione e qui ne facemmo commercio catturandone l’essenza nel celebre profumo “violetta di Parma”.
Non deve essere stato facile imbottigliare questo delizioso profumo, tanto prezioso quanto fugace, la fragranza ha la proprietà di anestetizzare temporaneamente i ricettori dell’olfatto.
Se provate ad inalarlo per qualche minuto dal mazzolino di viole… tutto sparirà e per molti minuti non sentirete più nulla.

Il nome significa bambola, cortigiana, ragazza.
Erano passati pochi anni dalla morte di Maria Luigia quando Verdi chiamò Violetta la protagonista della Traviata.
Viola e violino, sono strumenti con suono dolce e viola d’amore quello con suono dolcissimo. Sette corde che so essere di budello non riescono ad ammaliarmi ma è bello, non c’è dubbio.

Amo le viole mammole, nelle varie sfumature di viola, un po’ blu, fino al bianco che sorprende nel sottobosco. Mi piacciono un po’ meno le pansè, forse perché loro non hanno nulla di modesto tra i colori squillanti o forse, semplicemente, perché non mi ricordano l’infanzia.

Le violette hanno un discreto stuolo di ammiratori, “discreto” appunto. Quasi nascoste nei giardini, non visibili da lontano, si propagano per stoloni che, passo dopo passo, allargano la macchia di foglie reniformi. Timide anche nella riproduzione da seme. La prima fioritura è quella “pubblica”, sopra il cuscinetto delle foglie, solo estetica. La seconda fioritura invece è nascosta, fiori con stelo corto che, senza aprirsi si trasformano in capsule da seme senza bisogno di insetti. Questa autoimpollinazione si chiama “nozze segrete”.
I semi che troverete nelle capsule germinano bene dopo aver sentito il gelo.
Se ci appassionano questi fiori timidi possiamo coltivarli senza fatica, sia in giardino che in vaso.
Si moltiplicano per stoloni e per seme, diventando piacevolmente invadenti.
Possiamo coltivare viole che fioriscano in vari periodi dell’anno, a seconda della provenienza.
Per cominciare senza scoraggiarci ci sono le resistenti sororia, l’albiflora con mammola bianca interno verde, la azurea con striature blu e la rubra che ci stupirà col suo rosso porpora fra il verde del fogliame.
La subsinuata e la pedatifida hanno mammole molto diverse dalla specie nostrana.
La pinnata e la selkirkii vivono benissimo in terreni rocciosi, in natura, nel nord america da dove sono originarie, vivono fra i 3000 e i 4000 metri.
Ultima ma non ultima possiamo coltivare la coreana che ha fioritura tardiva e foglie tondeggianti molto interessanti.

L’uso culinario più comune è la canditura.
Si passano nel chiaro d’uovo montato a neve e si spolverizzano con lo zucchero, sono buone e anche di grande effetto per le decorazioni.
Qui i miei motivi per non prepararle:
http://millaboschi.com/uova-di-galline-felici-col-cavolo/

Possono diventare sciroppi e tisane, aromatizzare vino, olio e aceto, limonata.
La mia ricetta preferita è l’infuso:
una manciata di fiori in un litro d’acqua bollente
si coperchia, si lascia riposare per 30 minuti, si filtra,
si aggiungono due cucchiai di miele (o melassa).
fa bene per la tosse e il mal di gola.
Se la bevete nelle tazze della vostra mamma fa bene anche al cuore.

Viola mammola
Viola mammola
viole in infuso
viole in infuso

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