terriccio per piante grasse: senza bilancino!

 

terriccio nuovo: lo vogliamo nutriente, drenante, duraturo e… perfetto per ogni tipo di pianta, naturalmente.

Per quanto le piante grasse siano poco esigenti, anzi spartane, arriva il momento di rinvasarle e qui, per noi hobbisti perfezionisti, scatta “l’ansia da prestazione”. Prima mossa, correre a vedere da dove proviene OGNI PIANTA della nostra collezione. Coltiviamo, insieme alle piante, anche qualche grande illusione. Quella classica è di sapere, tramite la provenienza, il suolo che desidera, ma (di solito) possiamo solo sbizzarrire la nostra fantasia di viaggiatori da poltrona.
Africa? ci vorrà sicuramente molta sabbia, Mexico? andiamo con rocce da western. Qualcuno arriva a miscelare compattato da edilizia per simulare una death valley padana.
Però tutti abbiamo seguito anche la moda, l’ultima impone l’uso di ackadama, se spendo molto avrò sicuramente fatto la cosa giusta. Ho visto anche piante coltivate in torba pura ed erano splendide.
Naturalmente i “materiali” non hanno tutto quello che le piante trovano nella terra.
Per vivere le piante trasformano l’anidride carbonica e i sali contenuti nel terreno in materia vivente.
Hanno bisogno di Azoto, fosforo, potassio, magnesio, ferro, calcio, silicio, cloro, zinco, manganese e altro ancora, tutte sostanze normalmente contenute nel terriccio.
Credo che la povertà di alcune “modernità” possa essere sopperita da grande conoscenza, cioè, tutto quello che le piante non trovano nel substrato per trasformarlo in energia con la fotosintesi, viene loro somministrato tramite concimazioni continue. Sarebbe come se noi, invece di mangiare vivessimo di vitamine e integratori. A me non sembra la stessa cosa ma si può scegliere.
A livello hobbistico credo sia importante sentirsi indispensabili e quindi la ricerca dei materiali e la continua aggiustatura con alambicchi va benissimo.
A Livello di coltivazione “industriale” occorre essere competitivi e si forzano con gli alambicchi le piante. Il guadagno è misurato col numero di giorni di coltivazione indispensabili per arrivare al momento top per la vendita, e dalla fioritura ottenuta nel giorno giusto per la vendita (cosa vale uno stupendo crisantemo il 3 novembre?)
Noi coltiviamo in terriccio preparato in casa, non abbiamo giorni di vendita obbligata, ortensie per la mamma, mimosa 8 marzo, rose a s.Valentino. Con le grasse siamo più rilassati, fioriscono quando vogliono e sono belli tutto l’anno, anche senza fiore.
Io credo che le caratteristiche fisiche del terriccio siano più importanti di quelle chimiche. Il nostro terreno argilloso di campo potrebbe già di suo essere perfetto se non fosse che asciugando indurisce e “screpola” tranciando le radici più sottili. Si può aggiungere una parte di sabbia per ovviare l’inconveniente, magari anche un poco di terriccio di foglie per dare alle piante una riserva di sostanze nutritive a lungo termine.
Importante accorgimento per chi si cimenta nella preparazione miscelando terriccio da orto è sterilizzarlo. I semi di infestanti germoglieranno nei vasi e togliere le erbacce fra le spine è da fachiri. Meglio passare in forno la terra nel caso di piccole quantità, oppure coprirla con un telo di plastica trasparente per forzare la germogliazione di tutti i semi e quindi estirpare a mano.
La maggior parte delle piante grasse vive in terreno leggermente acido. Le cactacee del nordamerica (ad esempio ariocarpus e astrophytum) vivono in terreno neutro o leggermente alcalino. Per aggiustare il nostro terriccio per loro, si possono aggiungere gesso, calcinacci di muro, marmo pestato o conchiglie macinate. Nella mia zona l’acqua dei pozzi è talmente “dura” che non occorre aggiungere nulla.
Per le piante sudamericane, che invece prediligono PH acido, in particolare le Rhipsalis, ho notato che irrigate con la nostra acqua così calcarea virano al giallo, diventando quasi clorotiche. Per aiutarle si aggiunge torba al terriccio standard e le si espone all’acqua piovana. Evidentemente loro non riescono a scindere il ferro dai sali composti (calcio magnesio e ferro) per poter fare la clorofilla.
Per me che non ho l’età e nemmeno il fisico per andare a vangare carriole di terra la ricetta giusta è:
ottimo terriccio universale per biologico, pomice, lapillo vulcanico e torba bionda in parti uguali. Già miscelare bene queste montagne di terra è una bella fatica, non si può chiedere di più nemmeno a un marito molto disponibile.
Non aggiungo concime perché l’universale è già concimato abbastanza per almeno un anno.
Aggiusto il composto “al momento”, aggiungendo terriccio universale per le asclepiadaceae e le rhipsalis oppure sabbia per i mesembriantemi. Il terriccio si fa anche guardando la pianta e il suo apparato radicale, un po’ “a sentimento”. Ogni pianta è unica e “segnala” i suoi bisogni, occorre solo guardare bene.
Non ho inserito tra gli ingredienti la perlite e l’argilla espansa perché le ritengo troppo leggere, col tempo galleggiano e arrivano ad uscire dai vasi. La perlite è ottima solo per metterci a radicare le talee e secondo me solo per piante facili ai marciumi tipo le asclepiadeceae, per le altre non serve.
Non ho inserito la ghiaia perché è pesante da trasportare e non è un aspetto da sottovalutare quando si hanno piante in vasi grandi.
Sono sempre dell’idea che un hobby debba rimanere una stanza delle meraviglie in cui rilassarsi e non una fatica.

Sarebbe buona cosa preparare il terriccio con molto anticipo e lasciarlo maturare prima di usarlo, al tatto diventa più compatto, un’amalgama dall’aspetto naturale.
Bene, ora che il terriccio è pronto possiamo rinvasare!!!

Rinvasare cactus e succulente: perchè, come, quando


Noi ci prepariamo il terriccio da soli perché non siamo ancora riusciti a trovare un prodotto pronto che soddisfi le nostre esigenze.
Vendiamo il nostro terriccio in sacchi da circa 14 chilogrammi, meglio su prenotazione.

Se hai qualcosa da insegnarci o da chiederci lascia un messaggio, la nostra curiosità è infinita e la nostra esperienza è a tua disposizione!

 

 

 

Pubblicato da

millaboschi

Sono Milla, contadina da sempre, floricoltrice da 15 anni.

5 pensieri su “terriccio per piante grasse: senza bilancino!”

  1. Ciao ,sono una appassionata di piante grasse ,in modo speciale di astrophytum, ancora molto inesperta…. molto interessante il tuo articolo , mi hanno consigliato di preparare il terriccio usando 1/3di pomice 1/3di lapillo e 1/3di terriccio x acidofile ,vorrei sapere cosa ne pensi. Grazie

    1. Ciao Donatella, grazie dell’apprezzamento!
      La tua mi sembra un buona miscela. Dovrebbe essere intorno a pH 6 giusto?
      La maggior parte delle piante grasse del sudamerica vive in terreni neutri o leggermente acidi. I tuoi amati Astrophytum, gli Ariocarpus e, in generale le cactacee nordamericane, vivono in terriccio neutro o leggermente alcalino pH 7-8. Volendo essere molto premurosi, per loro, si potrebbe fare un’aggiunta di gesso, oppure di marmo o di conchiglie, polverizzati. Non dimenticare che nelle zone dove l’acqua è molto “dura”, le annaffiature provvedono già ad alcalinizzare il terreno.
      buona coltivazione!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *