ecologia: tutti possiamo fare qualcosa

Come promesso nell’articolo di una settimana fa, oggi ti parlerò di atteggiamenti inaccettabili del florovivaismo. Argomento inesauribile, lo so, ma da qualche parte occorre cominciare. Come coltivatrice di piante grasse comincerò da loro. Proprio da quelle così tanto diffuse nel periodo natalizio e oltre.

Non tutto il verde è utile

Le piante, grazie alla fotosintesi, producono per noi tutto l’ossigeno che respiriamo, per cui: ci tengono in vita. Col solo aiuto della luce del sole, ci restituiscono in respiro tutta l’acqua e le sostanze che assorbono dal terreno.

  • tutte le piante producono ossigeno
  • moltissime producono ossigeno e cibo per il nostro corpo
  • tutte producono ossigeno e cibo per la nostra anima
  • ALTRE SONO UN PESO INUTILE PER LA TERRA

com’è possibile? Colpa dell’uomo, ovvio.

Queste ultime hanno un costo ecologico senza dare un beneficio all’ecosistema.

  • Consumano plastica per il vaso
  • torba o substrato di coltivazione
  • concimi per la crescita
  • anticrittogamici e insetticidi per la conservazione
  • acqua
  • VERNICE spray
  • VELLUTO ADESIVO
  • MATERIALE SINTETICO ANCORA SPRAY PER LA FINTA NEVE
  • combustibile per il riscaldamento delle serre
  • ancora tanto combustibile per arrivare ai luoghi di vendita (a volte migliaia di km) e non sono nemmeno compostabili!

Piante come oggetti non recuperabili

Ti sarà sicuramente capitato di vedere tra gli addobbi natalizi anche piante sbrilluccicanti. Piante vere verniciate, o con appiccicati orpelli inguardabili. Non pensare che siano innocue, non è così. Possiamo dare un’occhiata, pensare che è solo una scemenza e tirare dritto. MA NON SONO SOLO UNA SCEMENZA. La parola ecologia non ha più significato?

ecologicamente parlando queste piante non si potranno nemmeno smaltire nel compost dopo la loro morte. Morte non immediata in questi due casi, le echeveria verniciate alla tua sinistra hanno messo foglie verdi. Il verniciatore folle ha lasciato il cuore della pianta scoperto, e loro hanno continuato a crescere, col minimo di fotosintesi che riuscivano a fare. Le sansevieria cylindrica di destra invece avranno “solo” le punte deturpate. Le nuove foglie nasceranno alla base pulite.

Piante moriture che non andranno nel compost MA NELL’INDIFFERENZIATA (e l’ecologia?)

a queste non è andata altrettanto bene, sono destinate a morire prima della primavera, e per cosa?

Per rallegrare la casa di persone che, non vedendo il bello delle piante vere, le cercano farlocche? Per fare pendant con la tenda o la tappezzeria di una stanza?

A QUESTO SCOPO POSSIAMO COMPRARE PIANTE DI PLASTICA, ALMENO SI RICICLERANNO QUANDO CAMBIEREMO LE TENDE PER UN COLORE NUOVO.

TUTTI POSSIAMO FARE QUALCOSA

RICORDIAMOCI che abbiamo noi il controllo del mercato. Col nostro portafoglio possiamo pilotare le produzioni delle serre, così come le produzioni alimentari e ogni altra cosa che sia in vendita. L’ecologia la “facciamo” ad ogni acquisto.

NIENTE DOMANDA? PRODUZIONE SOSPESA!

se poi vogliamo essere ancora più attivi (e in questo momento la terra ce lo chiede), parliamo al nostro fioraio di questa cosa, se vediamo che lui non ci ha pensato e le ha comprate, poi passiamo alla coop (che le compra da anni) e facciamo presente che se la coop siamo noi e si fregia di essere ecologista deve darci un taglio.

volutamente non parlerò in questo articolo della hoya a forma di cuore-amore-love perché ne ho parlato qui un giorno in cui ero particolarmente acida: https://millaboschi.com/hoya-kerrii/

buona coltivazione!

PIANTE GRASSE DA NON TOCCARE

ci sono PIANTE GRASSE DA NON TOCCARE ma non sono quelle più spinose.

ti stai chiedendo se ne esistono delle urticanti?

forse le più infide saranno quelle con i glocidi?

parlando di piante grasse da non toccare

mi riferisco ad altro, mi spiego meglio:

dalle punture di glocidi o spine feroci potrai tranquillamente guarire nel giro di pochi giorni ma ci sono danni che TU puoi fare alle piante toccandole. Questi danni richiederanno molto più tempo per essere rimediati.

pruina protettiva

Le piante grasse sono spesso ricoperte da una pruina che serve loro per difendersi dai raggi ultravioletti. Questa sostanza cerosa le rende impermeabili e molto, molto affascinanti. Toccandole la rimuoviamo e rendiamo la superficie che abbiamo danneggiato vulnerabile. Che poi diciamocelo francamente: che bisogno c’è di palpare le foglie?

quindi: basta toccare le piante grasse!

Per conservare il loro aspetto originale dobbiamo evitare di lasciare le nostre impronte digitali sulle foglie! Chiaro che anche una pianta in natura avrà segni dovuti ad animali o intemperie, fa parte della vita, ma se possiedi piante che dovrebbero essere bianche e invece sono grigie, c’è qualcosa che non va.

se ci considerassimo custodi delle piante?

credo che il mondo sarebbe migliore. Se provassimo a capire quanta meraviglia c’è in uno strato di cera, in una spina “da difesa”, in una foglia che secca rendendo la pianta poco appetibile di fronte a un predatore…forse saremmo anche noi più ricchi e felici.

boicottiamo per pretendere rispetto

sull’onda di quanto detto vorrei chiederti di boicottare i venditori che commerciano piante verniciate o deturpate da trattamenti vari. Basta smettere di comprarle perché questo schifo finisca. Belle le piante finte, se ben fatte, ma perché verniciare piante vive? Perché attaccare paillette a foglie verdi impedendo loro di fare la fotosintesi? Che senso ha sprecare mesi di energia per riscaldare le serre, torba, plastica dei vasi? Ha senso inquinare coi pesticidi per mantenerle sane e poi per trasportarle, se non possono vivere?

ti racconterò in modo più esaustivo delle follie del florovivaismo nel prossimo articolo

Spedizione delle piante grasse a radice nuda: dov’è il problema?

e soprattutto: c’è un problema?

prima di tutto ti svelo un segreto

ti starai sicuramente chiedendo perché nella foto di copertina ho messo la velina trasparente (orrenda) con la scritta Castellaro. E’ una storia lunga ma te la farò breve. Mi è capitato più volte che mi venissero chieste foto di piante da potenziali clienti che poi sparivano con le preziose immagini. Mi hanno poi spiegato che servono per mettere in vendita piante che non si possiedono, usando quindi il tempo e i soggetti altrui. Mannaggia, non mi scanterò mai!!!!

torniamo al nostro argomento:

mi capita spesso di vedere annullati gli ordini quando comunico che invio le mie piante grasse a radice nuda. Perché è un problema? Perché ho fatto questa scelta?

La mia è una piccolissima serra, un piccolo tassello nell’azienda agricola a regime speciale. Non possiedo impianti di imballaggio automatico né spedisco in carrelli. Lavoro sulla piccola quantità, di pregio, ma piccola. Spedire le piante grasse a radice nuda significa alleggerire il pacco di spedizione e ridurre tantissimo i possibili danni da sballottamento che il viaggio comporta.

garanzie in più

la pianta che viaggia a radice nuda non viene stressata dal peso della terra e del vaso. Le radici nude non sono un problema e consentono a chi la riceve di vedere in che modo è stata coltivata. Lo stato di salute della pianta è ben visibile dall’apparato radicale e avrai una conoscenza migliore del come si àncora. Puoi scegliere già da subito e con cognizione di causa il vaso più adatto per il suo futuro. Il vederla pulita, fuori dal terreno, ti consente di scegliere la profondità del vaso, senza timore di darne uno basso a chi ha la radice a fittone come una carota, o alto a chi ha bisogno di pochi centimetri di profondità.

esamino!!!

da come sono spedite le piante puoi capire la professionalità del venditore, l’età della pianta e la sua voglia di vivere. Qualsiasi modo si scelga per la spedizione l’imballaggio deve essere curato e le radici ben sviluppate se non SPECIFICATO E CONCORDATO preventivamente. Queste sono le garanzie per la coltivazione ottimale della pianta che hai acquistato a distanza.

conclusioni circa la spedizione a radice nuda

possiamo concludere dicendo che nella stragrande maggioranza dei casi NON CI SONO controindicazioni per la spedizione a radice nuda. Nel raro caso la pianta fosse delicata, o peggio ancora permalosa, il venditore non spedirà a radice nuda ma inventerà l’imballaggio idoneo.

per i tuoi acquisti ti lascio il link del mio catalogo, se stai cercando qualcosa in particolare puoi chiedermi info, 347 4121367 anche WhatsApp , al momento mi è impossibile mettere in catalogo tutto quello che ho.

https://www.castellarocactus.com/catalogo/

https://www.instagram.com/castellarocactus/

oppure vieni in serra (su appuntamento)

Le piante ben radicate possono essere spedite tutto l’anno (sospendiamo gli invii solo se la temperatura scende sotto zero) le talee non radicate (cutting) devono essere spedite solo nei periodi adatti alla radicazione (non in tardo autunno e inverno)

BUONA COLTIVAZIONE!

Aeonium sedifolium: piccola crassulacea fantasiosa

Perché fantasiosa? Iniziamo col dire che le piante che si vendono meglio sono quelle regolari, quelle che stanno composte nel vasetto e crescono onorando esattamente lo schema Fibonacci. Aeonium sedifolium non è né regolare né tantomeno inquadrabile o domabile. Fa di testa sua.

Con quale criterio i grandi vivai scelgono cosa coltivare?

Troviamo sempre Aeonium sedifolium in vendita in vasi molto piccoli, di solito 5,5 centimetri. Questo perché da piccolo ha un aspetto bello ordinato. Si piantano come talee le cime delle piante adulte e se ne ottengono alberelli regolari, ma poi cosa succede? La talea diventa una vera pianta, con un suo carattere e un suo modo di essere unica: si piega e si appoggia di lato cercando di radicare ovunque trovi terra. Nella sua nuova forma non può essere impacchettata in modo standard.

Siamo un piccolo vivaio non standard per cui trovi piante di Aeonium sedifolium di 2 anni in vendita sul nostro catalogo: https://www.castellarocactus.com/catalogo-crassulaceae/

Cos’è la bellezza?

Ecco un dilemma che non troverà risposta! In un mondo dove non c’è spazio per i “diversi” la bellezza ha la forma che sta nel vassoio di plastica da 24 o 36 vasi, senza rubare spazio al vicino, e senza occupare nemmeno un millimetro in più della circonferenza del buco studiato per contenere il vasetto di plastica. Non c’è storia per gli Aeonium sedifolium adulti!

Largo ai ribelli, ai diversamente giovani e agli spernussi!!! (quindi ad Aeonium sedifolium)

col termine spernus a Parma si indicano gli spettinati, ma affettuosamente. Cioè: uno che ha i vortici in testa sarà sempre spernus, anche se si è appena acconciato i capelli, e farà simpatia, proprio per quella differenza di andamento che ostinatamente i suoi ciuffi vorranno seguire.

Aeonium sedifolium viene dalle Canarie, ha foglie simili più a quelle di sedum che a quelle classiche degli aeonium, sono appiccicose e “dipinte” all’estremità da una leggera pennellata rossa. Io li tengo a mezz’ombra ma non escludo che posizionati al sole possano stare bene. La difficoltà del tenerli al sole è che spostandoli dal ricovero invernale al sole pieno possano ustionarsi. L’ombra totale invece toglie loro la vivacità della pennellata. Resiste bene all’inverno a +6° se poco annaffiato. Annaffiatura estiva settimanale, con terriccio per piante grasse ben drenante.

L’importanza del vaso adatto

Tieni conto della sua natura nel sistemare questa deliziosa pianta in un nuovo vaso. Un contenitore pesante ti consentirà di coltivarla anche quando si sposterà rispetto al baricentro del vaso e di ammirarla com’è davvero, senza l’artifizio della potatura.

perdonami la coroncina natalizia, se proprio ti è impossibile sopportare l’asimmetria puoi mettere un minerale, un sasso, uno gnometto o un elfo nella parte “vuota” del vaso

Conclusioni

Se ami le piante lasciale crescere assecondandole, ti sorprenderanno con una forma adulta che forse non avevi mai immaginato.

Ti aspetto su instagram https://www.instagram.com/castellarocactus/

Huernia pendula

parliamo di piante e di fotografia

E’ fiorita in questi giorni Huernia pendula. Cellulare alla mano mi parte la compulsione delle foto. Sembra quasi più importante fotografare che godersi il momento. C’è instagram che aspetta per condividere con gli amici virtuali, c’è il sito che aspetta le foto per poter vendere piante (e riuscire a sopravvivere in un momento così complicato). Ci sono gli amici reali, quelli che trascuro per via del lavoro e del virtuale, a cui comunicherò di essere ancora viva tramite la foto di un fiore.

fotografia: un mondo misterioso (Huernia pendula fa emergere le lacune)

non so esattamente quante foto scatto ogni giorno, tutte da dilettante, come mezzo ho un telefonino smarzo. Rimando il corso di fotografia a quando avrò tempo e a quando smetterò di dirmi -tanto ormai…- (da notare che il corso me lo farebbe mia figlia da remoto visto che è il suo mestiere e non ho nemmeno la scusa del costo, conto sullo sconto 🙂 )

Fotografando Huernia pendula mi sorge la solita domanda: ma perché cavolo non è fotografabile? Perché il colore non somiglia nemmeno a quello reale? Cosa sbaglio? Propongo un esempio:

queste due foto sono state fatte con la stessa luce su fondo di colore diverso. Nessuna delle due è fedele alla realtà.

IL COLORE REALE è quello sotto che però non ci permette di vedere i particolari della pianta, bitorzoli e sfumature non sono visibili

troppo scura per vederla bene, eppure questo quasi nero è la sua bellezza.

lasciando perdere le solite filosofate su quanto sia reale quello che vediamo e su quando sia soggettiva la nostra visione delle cose, mi attivo per fare foto migliori.

Huernia pendurata, basta foto! Parliamo della pianta

Asclepiadacea non comune, di piccola taglia, resistentissima alla siccità, sensibile alla botrite e ai marciumi da troppa acqua. Resiste al sole ma preferisce la mezz’ombra. Nel trovarle un angolino ideale per la coltivazione, dobbiamo tenere conto che spesso in natura le piante così piccole godono del riparo di sterpaglie. Fiore quasi nero, autunnale. Tende a crescere strisciando, emette radici ovunque tocca il terreno. I fiori sono rivolti verso il basso, la parte sopra, cioè il “retro” del fiore è questo:

per vedere altre foto (migliori di queste, perché i fiori vicino al nero sono davvero pochi)puoi seguirmi su instagram.

BUONA COLTIVAZIONE!!!

scrittura, coltivazione e imbarazzo

è quasi imbarazzante scrivere dopo tanto tempo, un po’ come quando non ci si telefona o non ci si scambiano messaggi con una persona cara e si resta lì, bloccati dal dubbio: é troppo tardi? Avrei dovuto farmi sentire prima?

E’ andata così: tra i tanti casini che riempiono le mie giornate, ho pure aperto una pagina su Instagram, poi ho arrancato per mettere foto ogni giorno e avere un minimo di visibilità. Risultato? Ho trascurato il blog e anche un poco la serra, visto che le mani son sempre due e le ore sempre 24. Le mie passioni sono la scrittura e la coltivazione, ha senso fare altro? Sono sempre più legata al cellulare e sempre meno alla parte meditativo-cazzeggiante dell’osservazione delle piante. La pagina è bella (credo 🙂 ricca di foto giornaliere (quella sotto è di ieri) ma lo scambio verbale è ben altra cosa, forse più adatta a me.

è tempo di Lithops e Conophytum: i generosissimi !

grazie Gabriella!

Oggi Gabriella ha lasciato un commento entusiasta sul primo fiore della sua Orbea variegata e io ho capito quanto mi sto perdendo. NON ho visto parecchie cose quest’anno. Perdendo fioriture, nascite e crescite microscopiche delle piante, mi sento più ignorante e meno ricca. Grazie a lei, che mi conosce perché ha avuto la pazienza di leggere il mio libro, io faccio un passo indietro e mi/vi scrivo. Ho deciso di ripartire con le schede delle piante, che sono poi le parole che seguono la gioia dell’osservazione, e altro. Credo che riprenderò l’idea iniziale del blog: descrizione della vita di campagna, con rucola e aromatiche varie, casini, tanti cactus e tantissime succulente, così come viene, in amicizia. Scrittura, coltivazione e imbarazzo superato. Il messaggio di Gabriella è qui: https://millaboschi.com/wp-admin/edit-comments.php

il mio libro è in vendita qui, senza spese postali

se qualcuno avesse voglia di leggerlo o di regalarlo. Ne parlo poco perché ho sempre paura che pensiate che voglio vendervelo per forza 🙂 🙂 ma sappiate che non è così.

Ne sono molto fiera e ogni tanto (abbiate pazienza) lo metterò.

Piante grasse rustiche cioè resistenti al freddo

Sta arrivando l’estate e sembra fuori tempo parlare di freddo? ASSOLUTAMENTE NO! Occorre preparare in anticipo le aiuole invernali per dare tempo alle piante grasse rustiche di adattarsi.

Dopo aver letto decine di articoli a proposito di piante grasse RUSTICHE sento di poter affermare che questo è un termine veramente da elasticizzare un po’ per adattarlo a noi.

Si definiscono piante grasse rustiche quelle che possono vivere, o almeno sopravvivere in pieno campo per tutto l’anno.

È chiaro che interpretando alla lettera, senza alcuna postilla, per le nostre grasse il tema si riduce a tutti i sempervivum, qualche sedum ed Euphorbia e poche opunzie. Decisamente poco per la nostra passione. Meglio sperimentare, magari creando …un campo adatto.

Ma come farlo? Tra le nostre piante abbiamo esemplari magari unici o troppo giovani o forse adatti ma…tutti troppo di famiglia per essere sacrificati!

Solitamente i miei esperimenti durano fino a metà novembre cioè fino a quando le piantine mi guardano con aria così “raffreddata” da costringermi a desistere.

Sicuramente meno doloroso utilizzare le esperienze altrui, ma le condizioni climatiche sono diversissime, anche a pochi km di distanza. Basta la leggera corrente d’aria presente nel letto dei fiumi per cambiare l’intensità della nebbia per cui, da Bannone a Lesignano ( 2 km in linea d’aria) c’è uno scarto di …molte agavi, mammillarie, echinopsis ecc. ecc. per questo motivo le indicazioni di vari cataloghi qualche volta ci hanno delusi.

Per quanto riguarda il “pieno campo” dalla definizione iniziale, occorre ricordare che il nostro terreno argilloso è asfittico e mal drenato per le esigenze delle succulente.

Creare il luogo adatto per le piante grasse rustiche

Indispensabile quindi creare una roccaglia  per svernarle all’aperto.

Purtroppo la roccaglia non può essere composta solo da un paio di sassi come pensavo (considerate le mie forze) ma deve essere abbastanza alta da permettere il rapido scolo delle acque e avere una buona pendenza verso sud per catturare tutti i raggi del sole.

Per limitare le inevitabili perdite occorre:

  • conoscere il luogo di provenienza delle piante (non solo altitudine ma anche longitudine)
  • utilizzare piante non molto giovani e non troppo vecchie
  • predisporre le “aiuole” in primavera per permettere all’apparato radicale di svilupparsi al meglio durante l’estate
  • concimare in settembre con potassio e fosforo per irrobustire la pianta e aiutarla nel lavoro di concentrazione dei succhi cellulari che evita la formazione di ghiaccio all’interno degli articoli
  • tenere le piante in serra fredda l’inverno precedente l’impianto definitivo all’aperto
  • ricordare che oltre all’intensità del gelo è importante, per la sopravvivenza delle cellule, il suo protrarsi in ore e giorni, quindi possiamo aiutarci con qualche telo di tessuto non tessuto come pronto soccorso per allentarne un po’ la morsa in annate eccezionali.

Gli studi più approfonditi che ho trovato sono stati fatti in zone della Francia in cui gela per  circa due mesi l’anno, quindi un po’ meno che da noi, ma loro, i fortunelli, non hanno nebbia e su questo dovremo sperimentare…in proprio.

RESISTONO AL GELO SCOPERTE

 *CYLINDROPUNTIA Imbricata(-24), whipplei, kleiniae, davisii, leptocaulis, viridiflora

 *SEDUM acre, sexangulare, album, telepiastrum, reflexum vive in Russia!,spurium, forsterianum, alpestre, telephium (ha tuberi che in primavera riformano la pianta apparentemente morta durante l’inverno)

  *GYMNOCALICIUM bruchii, gibbosum, brachypetalum

  *NOTOCACTUS submammulosus

  *OPUNTIA humifusa, fragilis, polyacantha, ericacea, macrorhiza, aculEata (tutte le opunzie americane vengono dalle montagne rocciose al nord del 31° e 34° parallelo, quasi una garanzia!), tuna (teme più la siccità del freddo), huajapensis e joconostele(gelano a -5 ma poi ricacciano e i nuovi polloni sono più resistenti), compressa (-26!), Scheeri.    

  *TEPHROCACTUS darwinii

RESISTONO ALL’APERTO SE PERFETTAMENTE ASCIUTTE

   *AGAVE parryi, utahensis, neomexicana, arizonica, americana, toumeyana,victoria reginae, leopoldii

   *ANACAMPSEROS una vera sorpresa!!!

   *ARIOCARPUs fissuratus(-10)

   *ASTROPHYTUM myriostigma(-5)

   *ECHINOCEREUS viridiflorus, reichembachii, triglochidiatus

   *ESCOBARIA vivipara(-23), missouriensis

   *CAMAECEREUS silvestrii

   *CARNEGIA

   *DELOSPERMA cooperi, nubigeum

   *DINTERANTHUS (-4)

   *PEDIOCACTUS E SCLEROCACTUS con suolo secco resistono fino a – 12

   *CORIPHANTA sulcata, macromeris, durangensis

   *CRASSULA sarcocaulis

   *ECHINOCACTUS grusonii (-4)

   *ESCOBARIA vivipara, leei

   *FENESTRARIA (-4)

   *GYMNOCALICIUM saglionis, cardenasianum

   *GRAPTOPETALUM paraguayensis

   *LEWISIA

   *MAMMILLARIA heideri, wrightii, grahamii, viridiflora, senilis, lauii, dasyacantha

   *OBREGONIA denegrii (-7)

   *OPUNTIA ericacea, basilaris, polyacanta var. rufida, clorotica, engelmannii, macrocentra, tuna ( resiste bene da noi anche protetta solo da un telo), phaeacantha (la varietà    comanchica resiste a – 15).

    *ORTEGOCACTUS –7

    *TALINUM

    *THELOCACTUS macdowelli

    *TITANOPSIS –4

 

Tollerano sporadiche gelate

    *YUCCa filamentosa, glauca

    STANNO BENE IN SERRA FREDDA

    *ALOE saponaria, ristata, brevifolia

    *CLEISTOCACTUS, COOYOCACTUS, ECHINOPSIS, GYMNOCALICIUM,  LOBIVIA, OREOCEREUS, PARODIA, REBUTIA, TRICHOCEREUS, WEIGARTIAE, WIGGINSIA, qualche CEREUS e qualche NEOPORTERIA, GEENOVIA (-6), THELOCACTUS macdowellii

    *EUPHORBIa dendroide, resinifera

    *LEWISIA

Per quanto riguarda la temperatura della SERRA RISCALDATA , l’esperienza che ho è lunga 20 anni.

Mantengo una minima invernale da 5 a 7 gradi con puntate di massima a 37 nelle giornate soleggiate di gennaio.

Non bagno (orrore!!! Nemmeno le haworthie! per non creare umidità pericolosa per le cactacee) da fine ottobre al 28 febbraio. Arriviamo (io e le piante) alla ripresa vegetativa senza danno, è capitato di dover fare trattamenti preventivi con fungicida per paura di non saper gestire al meglio l’areazione invernale

Tornando alla rusticità, ricordiamoci che, a volte, bastano un muretto, una siepe, addirittura un grosso vaso per avere una zona più dolce. RICORDIAMO CHE NELLE ZONE MOLTO NEBBIOSE TUTTO QUANTO ABBIAMO DETTO FIN QUI VA RIDIMENSIONATO: le piante “bevono” la nebbia e rischiano molto di più.

Sono sicura che sperimentando personalmente troveremo angoli riparati, sicuri e unici, nei nostri spazi, per creare nicchie di coltivazione molto soddisfacenti.

Lo spirito di sopravvivenza delle nostre piante ci stupirà ancora!!!!

Naturalmente per tutte le centinaia di piante che sono rimaste fuori da questa breve lista attendo notizie delle vostre ricerche. Partendo dalla convinzione che sono escluse “dall’aperto” in Europa solo le piante equatoriali come melocactus, Uebelmannia e peresckia c’è parecchio da provare, anzi, ricordo di aver visto non so dove una bella foto di melocactus sotto la neve. Certo sarà stato un evento straordinario, però…è stato! Quindi…

                                      BUONA COLTIVAZIONE!