Kalanche daigremontiana, quella vera

che titolo del cavolo! eppure ce c’è bisogno.

Kalanchoe daigremontiana: quelle false sono vendute in buona o cattiva fede?

per due o tre mesi non potrò lavorare e ho obbligate pause in sale d’attesa. Sono luoghi che amo per il tempo in cui sono costretta a fare quel niente costruttivo che normalmente rimando. E’ la bellezza del non fare e dell’ascolto silenzioso delle voci che si sovrappongono. Capita a volte che siano semplici elenchi malinconici o incazzati di patologie, altre volte invece sono chiacchiere che scandagliano l’area comune, in cerca di voglia di riderne o di consolazione. Purtroppo a volte sono esternazioni politiche, non costruttive e poco interessanti, di persone che sanno troppo, gente che si rammarica di non avere cariche parlamentari o presidenziali per risolvere ogni problema della sanità in pochi minuti. E’ per sfuggire a queste ultime, senza potermela dare a gambe (che già all’immaginarlo il dolore al ginocchio aumenta), che estraggo il cellulare dalla fondina e mi difendo abbassando gli occhi e chiudendo ogni entrata. Ho cercato la Kalanchoe daigremontiana, quella vera.

Le case dei grandi fratelli

dato che il mio scopo di queste ricerche online, nel contesto descritto, è la fuga più che l’interesse specifico, ma dato anche che non voglio digitare a caso per non finire a temptation island o al grandissimo fratello, mi è capitato di cercare Kalanchoe daigremontiana, così per passare il tempo, volevo capire come mai le vendite di questa pianta nel 2023-24 sono praticamente crollate. Premesso che è pianta abbastanza rara, e dato l’uso specifico per cui viene acquistata, la vendita quasi zero è sorprendente.

Mi sono sentita un pochino spia mentre smanettavo, come se stessi cercando una pianta che produco da almeno venti anni per criticarne l’aspetto, o il prezzo sui siti altrui, e un po’ mi sono sentita anche stronza, dati i pensieri che mi venivano vedendo i risultati che apparivano sullo schermo tra le pagine di parecchi miei “colleghi” venditori-imbonitori online. Kalanchoe daigremontiana vera o falsa?

Kalanchoe laetevirens
bellissima Kalanchoe laetevirens che però non è la Kalanchoe daigremontiana

quelli che la Kalanchoe daigremontiana ce l’ho, anche se non è vero

scopro che nel 2024 sono tantissimi i venditori di kalanchoe daigremontiana, ecco perchè non ne vendo più, capita in tutti i mestieri che si parta unici e si arrivi a migliaia, ci sta e fa bene il friccicorino della concorrenza, però…la grande scoperta!!! Guardando bene le foto e i filmati ho capito che c’è chi fa così:

ce l’hai la Kalanchoe daigremontiana (vera)? no? c’è tanta richiesta? nessun problema, risolviamo con un clic: prendi le kalanchoe laetevirens o tubiflora o simili, cioè le infestanti che hai combattuto fino a ieri perchè crescono ovunque, e con una rapida cerimonia, laica o religiosa, come vuoi tu, le battezzi Kalanchoe daigremontiana: curativa da secoli! da pagare con un clic in un nanosecondo.

La maggior parte delle persone che la cercano hanno problemi gravi di salute, hanno bisogno della pianta per poter sperare, e hanno bisogno di credere che tu venditore la conosca, e che sia onesto nell’affermare che è biologica. E’ facile raggirali perchè in questo momento sono fragili!

leggi anche questi articoli se ti va:

https://millaboschi.com/399-2/

consiglio gratuito e affettuoso

sei un cercatore di Kalanchoe daigremontiana? Mantieniti lucido qualsiasi cosa ti stia succedendo. Guarda bene le foto e i video, accertati che quella in vendita sia proprio lei, le differenze nel picciolo si vedono bene. Ragiona bene sul fatto che se il venditore ti sta prendendo in giro già vendendoti una cosa per un’altra…figuriamoci la verità circa la coltivazione biologica. Sappi che la coltivazione di queste piante è difficilissima senza prodotti chimici, sono per le cocciniglie come la pizza per me. Accertati quindi che siano rispettati almeno i tempi di sospensione. Non ci sono notizie circa Kalanchoe tossiche, però se le ricerche sono fatte solo su alcune non si sa se le altre sono curative.

questa è la daigremontiana, quella vera

il vivaista difficilmente è medico oncologo

quando telefoni e chiedi: ha la Kalanchoe daigremontiana quella vera? diffida da chi ti suggerirà anche come e quanta assumerne e per quali patologie. Sappi che il vivaista sa come si coltiva, ma non fidarti di niente altro. A volte chi te la vende neanche è vivaista, è solo un affarista. Non voglio toglierti la speranza, vorrei solo che tu potessi riporla bene. Penso che non tutti i venditori di Kalanchoe longiflora, longifolia, laetivirens o delagoensis siano in malafede, a volte è l’ignoranza che ci frega. Inoltre informarci sempre e solo su internet di certo non aiuta le nostre conoscenze.

detto tutto questo

IN BOCCA AL LUPO E VIVA IL LUPO

scrivere per non essere soli (e per Lisa)

non pubblico articoli da agosto 2023, una sorta di isolamento dovuto a mille motivi, riassumibili in uno: tutto quello che faccio, se riferito al mondo web e all’editoria, è insufficiente. Ho pensato che quello che scrivo non fosse “abbastanza buono” e mi sono costretta a lasciar perdere.

un esempio?

il rendiconto annuale della casa editrice evidenzia un numero ridicolo di copie vendute del mio libro “filari d’ombra” https://millaboschi.com/romanzo-filari-dombra/

il primo pensiero? non sono abbastanza brava! il secondo? chi mi credevo di essere? Invece devo tenere conto anche di un’altra responsabilità: se l’editore non ha forza persuasiva le librerie non propongono sconosciuti. Se l’editore spende parole bellissime per elogiare il mio scritto e poi non lo sa vendere è un problema suo. Inoltre le vendite non sono il valore del libro, sono solo un risultato di marketing. Anche scrivere ha bisogno di promozione, questa non è sicuramente la prima preoccupazione quando si pigia sulla tastiera per fissare e condividere i propri pensieri.

Tradescantia sillamontana: la semplicità di un minuscolo fiore

e se invece si pensasse di scrivere per non lasciare soli?

la prospettiva in questo caso cambia di parecchio. Mentre stavo pensando di chiudere il blog, catalogarlo come esperienza finita e accatastarlo fra le delusioni, ho ricevuto un bel messaggio da Lisa. Lisa chissà chi, da chissà dove, ieri mi mi ha scritto per parlare di piante migrate da un affetto all’altro. C’era di mezzo una talea, la preoccupazione per la salute di una pianta presa in un viaggio verso chi non c’è più. C’era un riferimento al mio blog come a cosa viva, vicina, importante. Era un messaggio rivolto PROPRIO a me, come se ci conoscessimo da sempre.

scrivere sempre

cara Lisa,

il tuo importante messaggio mi ha ricordato cosa significa scrivere, mi ha dato la conferma di quanti cerchi si formino lanciando una parola e di quanto ossigeno ci sia in quei cerchi, sia per chi scrive che per chi legge. Un tocco, un momento, una sensazione che rimane anche quando sembra dimenticata. Ho ripreso in mano la vita reale e l’importanza di pensare alle persone una per una, non ai grandi numeri come ci insegna il web togliendoci la gioia delle piccole cose.

scrivere di ciclamini
scrivere di ciclamini

Piante grasse e pomodori

estate caldissima, si lo so, non dico niente di nuovo. Volevo solo sottolineare che anche in serra abbiamo raggiunto temperature infernali visto che non abbiamo impianti di condizionamento. Sicuramente nei grandi garden se la sono passata meglio. Noi siamo disidratati dal sole e dissanguati dalle zanzare: non amiamo la vita facile e ci piace parecchio il viaggio avventura con test di sopravvivenza. Ci piacciono tanto le piante grasse e i pomodori quindi non possiamo trasferirci al nord del mondo.

piante grasse e pomodori

Stoicismo

stoicamente resistiamo, io e le piante. Stiamo affrontando il caldo peggiore andando in estivazione, una specie di letargo ma per il motivo opposto. Le nostre soluzioni? Troppo freddo? dormo. Troppo caldo? Dormo. Fioriture rallentate, crescita fermissima e modalità sopravvivenza. Naturalmente la cocciniglia cotonosa sa che siamo al limite della sopportazione e ne approfitta per attaccare, per cui nelle ore più fresche abbiamo fatto i trattamenti necessari.

Vedere il bello

quando il termometro arriva verso i 48 gradi ( in serra non è raro di questi giorni) vedere il bello non è proprio facile, va bene amare piante grasse e pomodori ma si sognano luoghi lontani, ad altitudini diverse, alberi immensi e grotte. E’ proprio questo il momento in cui restare unite, io le piante, le annaffiature sono vitali come non mai. Gli apri e chiudi delle porte in caso di quei fenomeni feroci che ormai sono diventati frequenti, devono essere garantiti. Io ozio in cortile sotto i platani, esco solo per qualche puntata necessaria in città. Asfalto bollente! Caldo da morire nelle piazze cementate, ma stupendezza per strada.

hoodia piante grasse e pomodori

Rotonde rosse

Parma la bella, la bomboniera, la chicca. Parma dalla storia ricca ed elegante. Ma anche Parma l’operosa contadina. Per metà luglio, tutto agosto e una parte variabile di settembre, la strada che dalla località Piazza raggiunge l’imbocco della tangenziale che circonda la città, si addobba di rosso. Ogni rotonda che porta i pomodori allo stabilimento Mutti si decora di rosso passione. I pomodori che qui si chiamano affettuosamente el tomàchi (femminile come ogni cosa indispensabile e anche bella) scivolano dai cassoni a causa del giramento di testa dovuto al semicerchio stretto. Rotolano giù, trottolano sull’asfalto fino a dove il cordolo li frena e lì rimangono per settimane.

Varietà “industria”

non si usa più coltivare “cuori di bue” in tutte le varianti, i pomodori che viaggiano sono gli “industria”, i più resistenti agli urti della raccoglitrice e ai marciumi. Grazie a questa scelta di produzione chi transita su via Traversetolo ha per settimane la gioia di vedere i decori di rosso lucido, neanche ammaccato, duro a marcire, e si gode il senso delle parole di Neruda nella sua “ode al pomodoro”.

L’estate

L’estate comincia davvero quando le rotonde di Parma diventano rosse e non ci importa se file di camion rallentano il traffico, è salsa per i sughi e la pasta, è…

...il pomodoro,
astro della terra,
stella
ricorrente
e feconda,
ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l'insigne pienezza
e l'abbondanza
senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre
il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.  P.Neruda

piante grasse e pomodori

ci trovi qui: https://www.castellarocactus.com/ per visitare la serra (su appuntamento 347 4121367) e per soggiornare nel b&b Castellaro

Questioni di cuore e di tempi

non scrivo da tanto tempo, o meglio: non aggiorno il blog da tanto tempo. Questo è un luogo nato per parlare tanto di piante grasse, un po’ di emozioni che vengono dalle piante, un’infinitesima parte di ingiustizie verso il mondo contadino. Da parecchi mesi questi argomenti sono per me passati in secondo piano.

di cuore e di tempi

Le piante grasse, la campagna, lo scrivere di loro sono stati il mio modo di portare all’esterno il mio sentire, e di coinvolgere con la mia passione sempre più persone. Ci sono solo io a scrivere, a coltivare le piante, ad arrabattarmi per sopravvivere alla cattiveria con cui le classi dirigenti di questo paese hanno infierito sul mondo contadino, e in generale sui lavoratori. Tutto questo è pesante per una persona sola ma si può fare. Ora però devo prendere atto che non riesco più a scrivere col sorriso e che forse devo concedermi di scrivere anche di altro. E’ più giusto essere sinceri o conservare nel lettore l’immagine di scrittrice sorridente? La verità è che non sorrido da moltissimo tempo.

Non scrivo perché pretendo di farlo quando tutto andrà meglio ma…

è giusto?

La mia vita privata, fuori dalla serra, è dentro un lago di tristezza. Le cose non sempre vanno come vorremmo, e che, per quanto ci possiamo provare, la verità è che non siamo dio (e chissà mai se c’è qualcuno che lo è). Sto sperimentando il disagio del lutto e della solitudine. Sono fortunata nel poterlo fare dentro una serra meravigliosa, oppure qui, davanti a una finestra sulla terrazza che è verde e accogliente in tutte le stagioni. Ma è giusto scrivere solo se si è felici? Davvero chi mi segue mi abbandonerà se sono meno “leggera”?

Ho grandi difficoltà personali, le piante e la scrittura sono una buona medicina, il tempo farà il resto. Cercherò la forza di presentare il mio libro in giro ma per ora non riesco. Al momento il mio disordine alimentare la fa da padrone e non è sano fare finta di niente. Posto foto consolatorie e cerco di non chiudere i contatti con le persone che mi seguono con tanto affetto. Passerà, niente dura per sempre.

Romanzo: Filari d’ombra

Vi presento il mio romanzo Filari d’ombra. Una bella storia raccontata con voce femminile.

Questo è il motivo per cui ho avuto poco tempo per scrivere sul blog e ci sono state pause meditative lunghissime nei miei rapporti con le persone.

Fresco freschissimo di stampa, appena nato. Un gioiello! (perché essere modesti invece che sinceri?) 🙂

Marchette

Sono al terzo libro pubblicato. Volendo aprire il cuore e svelarne il contenuto, il primo lo considero una pecca, un peccato (veniale ma peccato) commesso venti anni fa. UN LIBRO PUBBLICATO A PAGAMENTO. praticamente una marchetta a cui capita di sottoporsi quando non si ha tanta fiducia in sé stessi. Di quel libro parlo malvolentieri. Mi venne offerta la possibilità di pubblicare con una spesa minima per via che…è finalista al concorso…un piccolo contributo…anche Moravia ha pubblicato a pagamento. Bene, anch’io ho peccato di vanità un tempo, non lo nego. Che poi quando ti dicono che…anche Moravia…

niente editing, niente distribuzione, niente di niente per lo scrittore. Lo scopo unico dell’editoria a pagamento è scippare al sognatore il prezzo delle sue speranze.

Manuali

Al secondo tentativo mi è andata meglio, il concorso “parole di terra” non l’ho vinto ma Pentàgora mi ha offerto la pubblicazione del manuale sentimentale “Parliamo di piante grasse.” Piccola casa editrice, niente costi a carico dello scrittore per la pubblicazione né obbligo di acquisto copie (trucco per nascondere editori a pagamento, ovvio). Testi a mio avviso gradevoli (non tutti ovviamente) ma soprattutto un’accoglienza confortante per un’esordiente insicura e non più ragazzina. Lo specifico perché il piglio giovanile mi sarebbe stato di grande aiuto. Pentàgora ha chiuso da un paio di mesi, pagando forse lo scotto del non avere una buona rete di distribuzione. https://millaboschi.com/parliamo-di-piante-grasse-il-mio-libro/

finirà nel dimenticatoio? è molto probabile ed è un peccato!

Romanzo: filari d’ombra

ed eccomi all’oggi, al mio romanzo Filari d’ombra. Un racconto lungo cento anni (tranquilli, sono solo 272 pagine). La storia di una corte della bassa parmense che è protagonista insieme alla famiglia di mezzadri che la abita. Il luogo d’incrocio delle vite di chi è passato di lì per poco o per tanto tempo. Storie vissute nella scenografia magnifica di una campagna che è nuda, cruda, faticosa e sincera. Niente immagini bucoliche, la verità prima di tutto. La voce narrante è femminile, per dare fiato a chi non ha avuto nemmeno il diritto di esprime opinioni. http://www.robinedizioni.it/nuovo/filari-d-ombra

felicissima!!!

Huernia pendula

parliamo di piante e di fotografia

E’ fiorita in questi giorni Huernia pendula. Cellulare alla mano mi parte la compulsione delle foto. Sembra quasi più importante fotografare che godersi il momento. C’è instagram che aspetta per condividere con gli amici virtuali, c’è il sito che aspetta le foto per poter vendere piante (e riuscire a sopravvivere in un momento così complicato). Ci sono gli amici reali, quelli che trascuro per via del lavoro e del virtuale, a cui comunicherò di essere ancora viva tramite la foto di un fiore.

fotografia: un mondo misterioso (Huernia pendula fa emergere le lacune)

non so esattamente quante foto scatto ogni giorno, tutte da dilettante, come mezzo ho un telefonino smarzo. Rimando il corso di fotografia a quando avrò tempo e a quando smetterò di dirmi -tanto ormai…- (da notare che il corso me lo farebbe mia figlia da remoto visto che è il suo mestiere e non ho nemmeno la scusa del costo, conto sullo sconto 🙂 )

Fotografando Huernia pendula mi sorge la solita domanda: ma perché cavolo non è fotografabile? Perché il colore non somiglia nemmeno a quello reale? Cosa sbaglio? Propongo un esempio:

queste due foto sono state fatte con la stessa luce su fondo di colore diverso. Nessuna delle due è fedele alla realtà.

IL COLORE REALE è quello sotto che però non ci permette di vedere i particolari della pianta, bitorzoli e sfumature non sono visibili

troppo scura per vederla bene, eppure questo quasi nero è la sua bellezza.

lasciando perdere le solite filosofate su quanto sia reale quello che vediamo e su quando sia soggettiva la nostra visione delle cose, mi attivo per fare foto migliori.

Huernia pendurata, basta foto! Parliamo della pianta

Asclepiadacea non comune, di piccola taglia, resistentissima alla siccità, sensibile alla botrite e ai marciumi da troppa acqua. Resiste al sole ma preferisce la mezz’ombra. Nel trovarle un angolino ideale per la coltivazione, dobbiamo tenere conto che spesso in natura le piante così piccole godono del riparo di sterpaglie. Fiore quasi nero, autunnale. Tende a crescere strisciando, emette radici ovunque tocca il terreno. I fiori sono rivolti verso il basso, la parte sopra, cioè il “retro” del fiore è questo:

per vedere altre foto (migliori di queste, perché i fiori vicino al nero sono davvero pochi)puoi seguirmi su instagram.

BUONA COLTIVAZIONE!!!

scrittura, coltivazione e imbarazzo

è quasi imbarazzante scrivere dopo tanto tempo, un po’ come quando non ci si telefona o non ci si scambiano messaggi con una persona cara e si resta lì, bloccati dal dubbio: é troppo tardi? Avrei dovuto farmi sentire prima?

E’ andata così: tra i tanti casini che riempiono le mie giornate, ho pure aperto una pagina su Instagram, poi ho arrancato per mettere foto ogni giorno e avere un minimo di visibilità. Risultato? Ho trascurato il blog e anche un poco la serra, visto che le mani son sempre due e le ore sempre 24. Le mie passioni sono la scrittura e la coltivazione, ha senso fare altro? Sono sempre più legata al cellulare e sempre meno alla parte meditativo-cazzeggiante dell’osservazione delle piante. La pagina è bella (credo 🙂 ricca di foto giornaliere (quella sotto è di ieri) ma lo scambio verbale è ben altra cosa, forse più adatta a me.

è tempo di Lithops e Conophytum: i generosissimi !

grazie Gabriella!

Oggi Gabriella ha lasciato un commento entusiasta sul primo fiore della sua Orbea variegata e io ho capito quanto mi sto perdendo. NON ho visto parecchie cose quest’anno. Perdendo fioriture, nascite e crescite microscopiche delle piante, mi sento più ignorante e meno ricca. Grazie a lei, che mi conosce perché ha avuto la pazienza di leggere il mio libro, io faccio un passo indietro e mi/vi scrivo. Ho deciso di ripartire con le schede delle piante, che sono poi le parole che seguono la gioia dell’osservazione, e altro. Credo che riprenderò l’idea iniziale del blog: descrizione della vita di campagna, con rucola e aromatiche varie, casini, tanti cactus e tantissime succulente, così come viene, in amicizia. Scrittura, coltivazione e imbarazzo superato. Il messaggio di Gabriella è qui: https://millaboschi.com/wp-admin/edit-comments.php

il mio libro è in vendita qui, senza spese postali

se qualcuno avesse voglia di leggerlo o di regalarlo. Ne parlo poco perché ho sempre paura che pensiate che voglio vendervelo per forza 🙂 🙂 ma sappiate che non è così.

Ne sono molto fiera e ogni tanto (abbiate pazienza) lo metterò.

https://www.delfinoenrileeditori.com/prodotto/parliamo-di-piante-grasse/