Crassula “Buddha’s Temple”: delizioso ibrido

in vendita qui: https://www.castellarocactus.com/catalogo-crassulaceae/

Crassula “Buddha’s Temple” è una deliziosa pianta dalle dimensioni ridotte che attira l’attenzione per l’aspetto “a pagoda”. Si tratta di un ibrido prodotto nel 1959 tra Crassula pyramidalis e Crassula perfoliata var. falcata.

foglie perfettamente compatte

“non amo gli ibridi”

ecco una frase che ho ripetuto spesso e che mi devo rimangiare. Rimangiare nel senso vero della parola se parliamo di frutti o di verdure abilmente ibridate per una resa produttiva migliore. Nel caso di “Buddha’s Temple” l’aspetto così orientale è irresistibile. Le foglie piatte, disposte in file da quattro con gli angoli esterni leggermente sollevati la rendono molto simile a un tempio.

facile coltivazione e… delusione autunnale

si coltiva all’ombra, in terriccio povero:

https://millaboschi.com/terriccio-per-piante-grasse/

In terriccio ricco diventerebbe più bella, più verde e più grande, perdendo però la compattezza che la identifica. Coltivando una pianta quasi tutti immaginiamo la fioritura come premio per la nostra costanza. Ahimè! la parente monocarpica di crassula “Buddha’s Temple” ci rovinerà la festa: quasi tutte muoiono dopo la fioritura.

fiori senza stelo sull’apice del fusto

come rimediare?

per non perdere la pianta occorre togliere polloni laterali e riprodurla durante l’estate. E’ molto facile, ci può essere qualche difficoltà nella radicazione solo se pretenderemo di farlo in tempo di caldo torrido. Il periodo in cui ho avuto i risultati migliori è maggio/giugno. Mi sembra bello superare l’ostacolo del “tanto muore” e non privarsi di tanta meraviglia.

eccezioni di Crassula “Buddha’s Temple”

Non tutte muoiono dopo la fioritura, ne ho avuto un clone che entrava in sofferenza ma si ripigliava in un tempo relativamente breve. E’ importante ricordare che le eccezioni esistono (e che si scrive con una z sola per non doverlo cercare su google). Qualche tempo fa scrivendo su fb che avevo una crassula Buddha’s Temple da 5 anni e che era in ottima salute, ho ricevuto un attacco violentissimo da parte di un leone da tastiera, probabilmente inferocito dalla perdita dei suoi esemplari. Internet è uno strumento magnifico ma anche un’arma alla portata di tutti. Probabilmente la mia pianta aveva assorbito poco dell’antenata monocarpica e il leone poco dell’intelligenza dei sui avi.

per info basta un messaggio al 347 4121367 oppure una visita al sito castellarocactus.com dove la troverete insieme a tante altre meraviglie

Ornithogalum sardienii: piccole grandissime gioie

Ornithogalum sardienii è un piccolo gioiello che svelerà le sue meraviglie solo se saremo abbastanza attenti nell’osservazione. Il bulbo si protegge dal sole con pellicole trasparenti che si screpolano durante la crescita e seccano ma rimangono a protezione della pianta per qualche anno.

scoprire rarità

Meno comune del suo parente Ornithogalum longibracteatum, si potrebbe definire pianta umile per le sue dimensioni ( bulbi max 2 cm diametro) e il suo fogliame filiforme. Come tutte le cose preziose sfuggirà al profano o al distratto.Se invece sei succulentofilo come me e la maggioranza dei lettori di questo blog scoverai Ornithogalum sardienii da lontano e ti sembrerà che ti chiami.

in vendita qui : https://www.castellarocactus.com/catalogo-liliaceae/

coltivazione di Ornithogalum sardienii

coltivo e riproduco questa pianta da qualche anno e mi sento di poter affermare che è pianta semplicissima. La coltivo con sole schermato in terriccio da cactus, https://millaboschi.com/terriccio-per-piante-grasse/ chiede poca acqua estate e inverno. Da il meglio del suo verde nella stagione invernale ma cresce tutto l’anno. Proviene dal Sudafrica.

fiorituraornithogalum sardienii

fiori delicatissimi, in linea con la semplice eleganza della pianta. Fiorisce a luglio quando le foglie sono ridotte al minimo. Dalla foto si vede quanto serva una macchina fotografica per avere macro decenti. Purtroppo con un cellularino (un po’ smarzo) non sono riuscita a fare una buona foto. Rimedierò aggiungendo le istruzioni per l’uso. Dai un’occhiata alla foto e poi chiudi gli occhi e migliora l’mmagine con la fantasia. Forse quest’anno riuscirò a fare di meglio, di certo ci proverò. Credo che il documentare con foto ben fatte sia indispensabile per dare un modesto contenuto alla cultura del verde.

Su questa bellissima pianta è ancora raro trovare notizie attendibili e non ho trovato tracce di lei sui miei libri. La ricerca continua con la promessa di integrare le informazioni appena possibile. Del resto cos’è il collezionismo se non curiosità insaziabile?

Covid,instagram,scoramento e altre quisquilie

non scrivo da mesi! Per scrivere occorre tenere sgombre le strade che portano i pensieri alla mano: non è facile. Dopo tutto il silenzio carico di sirene che ha congelato la voglia di comunicare, sono arrivate la botta d’ansia del lavoro sospeso, la presa di coscienza della fragilità umana e poi il fatalismo del “non ce la faccio”. Alla fine, molti giorni dopo l’immobilità e l’iperattività, è arrivata la voglia di normalità, quella per ora irraggiungibile.

fauna umana

complottisti, negazionisti, studiosi improvvisati, ansiosi e disfattisti, c’è da combattere con tutti per riuscire a lasciarli fuori dalla porta e cercare una versione accettabile da tener buona quando non si sa come fare per arrivare a sera. Quando ho realizzato che ascoltando le notizie non ce la potevo fare, mi sono defilata e ho cercato di cambiare i pensieri, di addomesticarli a camminare piano, li ho tenuti al guinzaglio per poterli contenere nel raggio di un giorno, non più avanti, ma qualcuno sfugge sempre e si va a invischiare in quella brutta gola senza fiato che è il futuro.

flora consolatoria (Covid,instagram,scoramento e quisquilie per tirare avanti)

e le piante? dopo mesi di incuria eccole lì, impegnate a far semi e braccia e nuove radici, come se niente fosse. Forse per loro questo anno è uguale agli altri e sarà solo questione di qualche cocciniglia in più o in meno, o di quel dannato fungo che se non viene un po’ d’aria potrebbe accasarsi nei posti più morbidi.

Instagram

Piano piano si riparte. Io sono ripartita da Instagram. Sembra strano anche a me, ma col giochino che ancora non si sa usare si impegna la mente in qualcosa di nuovo, il che è meglio di molti altri pensieri. I risultati?

sono qui:

https://www.instagram.com/castellarocactus/?hl=it

non so se sono apprezzabili o meno (perché ancora non so quantificare successo o insuccesso in followers), però la condivisione delle foto mi è piaciuta moltissimo e ho realizzato che durante il lockdown questo contatto anche se virtuale è stato consolatorio. Covid, instagram, scoramento e altre quisquilie, cose serissime e cose sceme miscelate per tirare avanti.

Riapertura

abbiamo riaperto la serra, solo su appuntamento, per niente facile ma fattibile. Non è forse tutto riassumibile in un giardinetto zen?

terra, acqua e isole di solitudine

Piante grasse morte. Sculture di cheratina

Piante grasse morte: ne vogliamo parlare?

per certo la morte è l’argomento meno piacevole di cui parlare, meglio non farlo per non vedere angoli della bocca precipitare verso il basso e palpebre abbassarsi con malinconia, eppure è inevitabile! ohibò! Avrò già perso in sei righe un buon 50% di lettori? Provo ad andare oltre. Piante grasse morte, sia!

Collezionando, specie quando ero alle prime armi, ho “fatto morire” moltissime piante. Per inesperienza, mai per mancanza d’amore. Purtroppo alcune si seccavano mentre con la stessa quantità d’acqua altre marcivano;  nel periodo in cui ho amato le composizioni, la strage era continua. Non ne vado orgogliosa ovviamente, ma io vivo di verdure senza rimorsi per cui…è andata così.

non è colpa tua!

Ogni anno alla fine dell’inverno raccolgo con scopa e paletta la tristezza dei racconti sulle piante morte. I clienti telefonano o vengono in serra in cerca di conforto: -Buuhh l’avevo da vent’anni, era della nonna, me l’aveva regalata il mio ex (avrei dovuto capire da lì che non era romantico)…fino ad arrivare al più razionale: l’avevo pagata un occhio!-  Il quesito è sempre lo stesso: DOVE HO SBAGLIATO?  Si, magari hai sbagliato ma anch’io… sai… succede…

confessioni

Ho deciso di mostrarti il lato peggire del vivaista, quello che normalmente viene compostato ben lontano dallo sguardo romantico del cliente. Nessun vivaista bravo ti confesserà mai che l’inverno è duretto anche per lui. Dopo avere nascosto il compressore per l’anticrittogamico e avere sepolto i cadaveri ti dirà che “andrà tutto bene”. Bene ‘n par de ciufoli qualche volta. Si tratta di “abituare” piante che non sanno cos’è l’umidità a un inverno da branchie, non è per niente facile e qualcuna se ne va, è inevitabile (qui lo dico e qui lo nego, ovviamente).

niente panico!

questa foglia secca di Xerosicyos non è un gioiello?

Le piante grasse morte normalmente conservano la struttura, cioè lo scheletro, intatto. Si tratta della cheratina, che se asciugata bene dura tantissimo e mantiene la forma. Non buttiamole o almeno non subito. Sono belle, da sole o insieme a pietre e a tutto quello che è energia viva.

questo bellissimo grusonii seccando è diventato una ciambella portacandele di 40 cm di diametro

Le areole delle spine dei ferocactus sono bellissimi ragni da parete, ottimo escamotage per confondere i ragni veri ma anche gli ospiti che prenderanno per decorative le ragnatele sempre presenti…o almeno ci spero. Ho visto anche piante morte in vendita, questo per spiegare quanto siano ancora belle e…credibili.

ferocactus da parete

marketing

dopo tutto questo parlare occorre levarsi il pensiero di dover dire che le piante morte puoi sostituirle comprandole online dal nostro catalogo, ok non sarà la stessa cosa ma non è forse vero  che todo cambia? 🙂 🙂   https://www.castellarocactus.com/

Euphorbia myrsinites:pianta comune o rara?

Euphorbia myrsinites è autoctona in tutta Italia da 800 a 1800 metri di altitudine ma io non l’ho mai vista in natura e la coltivo come una gran rarità da almeno dieci anni. Beata ignoranza!

L’ho comprata in un vivaio tanto tempo fa, attratta dalle foglie grigo argentee e dal portamento indeciso, tra lo strisciante e l’eretto. Euphorbia myrsinites sale al massimo di venti centimetri e scende al massimo di venti centimetri. Non troppo arrendevole, il fusto è flessibile ma non molle verso il suolo. Ha un bel carattere, mi piace! Bella da sola e accostata a piante verde scuro, per esempio vicina alle rhipsalis da un guizzo alle fioriere estive all’ombra. Insieme a Kalanchoe gastonis-bonnieri movimenta la rigidità delle lunghe foglie a “orecchio d’asino”.

Euphorbia Myrsinites, portamento orgoglioso

Euphorbia myrsinites campionessa di resistenza

Abbandonata ai nostri freddi inverni non chiede nulla, sta anche sotto la neve e annuncia la primavera con la sua strepitosa fioritura giallo verdastra. I fiori sono composti da ciazi quasi fluorescenti e fiori ad ombrella a 5-7 raggi, con brattee cuoriformi, ghiandole gialle o aranciate, con 2 cornetti bilobi all’apice. Va bene dire solo che è bello?

Non tutto è commestibile (dedicato all’erborista autodidatta)

E’ una euphorbiacea, quindi tossica. Credo sia bene ricordarlo, specialmente in questo momento in cui, presi dall’abbondanza di tempo, ci stiamo inventando un po’ tutti erboristi e raccoglitori di erbe. Non basta la voglia di autoproduzione e autosufficienza per sbocconcellare di tutto. Le erbe lattarole (cioè le euphorbiacee) sono tossiche o addirittura caustiche. Occorre prudenza anche nel maneggiarle. Mani lontane dagli occhi e dalle mucose dopo averle rinvasate o anche solo pulite dalle vecchie foglie, il loro lattice fa danno!

Frutti esplosivi di Euphorbia myrsinites

una volta giunti a maturazione i frutti “esplodono” letteralmente. Lanciano i semi lontani e ci evitano la “fatica” della semina. L’anno successivo basterà trapiantare le nuove nate nei vasetti e prenderci il merito delle nuove nascite.

…e frutti amari

Non ho detto niente circa questo momento? Non ho molto da dire, forse proprio nulla dato che lo sproloquio televisivo e facebookiano è al culmine. Dentro di me è sceso un silenzio che difficilmente potrò descrivere, un’angoscia che non è la paura del virus e nemmeno l’isolamento. Ho capito in questo frangente quanto la mia generazione sia superflua (considerata superflua). Sono triste ecco, solo questo mi sento di dire, perché ho capito che (per molti), se siamo anziani o con patologie, non abbiamo valore. Peccato, davvero! Peccato perché abbiamo sbagliato qualcosa se i ragazzi non ci considerano degni del piccolo sacrificio che è la quarantena per proteggerci.

Euphorbia Myrsinites è in vendita qui: https://www.castellarocactus.com/catalogo/

per informazioni e acquisti contattateci:

castellarocactus@libero.it

oppure cell. 347 4121367

piante grasse: ma lo sconto me lo fa?

Febbraio

Febbraio, in serra è deserto e silenzio. Non si vede nessuno per tutto il mese. Perché? Tutto nella norma:

  • i collezionisti aspettano la primavera e non aggiungono piante ai loro scaffali già stipati
  • i regali di compleanno devono essere fioriti ( “ma le grasse fioriscono?”)
  • Gli iper hanno in super sconto le rimanenze verniciate di natale e le filate di gennaio.

felici delle visite

a febbraio si rinvasa, si progetta, ci si riposa e ci si deprime, che poi a marzo ci sarà altro da fare. Stamattina durante la fase “dio mio non ce la faccio” entra una cliente, non so se devo stendere il tappeto rosso o scusarmi per il casino perenne. Servirebbe più tempo, più energia, meno pensieri che strappano via la testa e non si riesce a rimanere sul pezzo. Ecco, mentre sale il sentiero indosso un filo di gioia, perché umanamente chi entra in serra è venuto a trovarci e noi emiliani siamo sempre felici in questa situazione.

https://millaboschi.com/piante-grasse-a-parma/

consulenze gratis: tempo rubato?

sorrido, di chiacchiera in chiacchiera finisco col regalare consigli (che in realtà sono CONSULENZE) per piante comprate ovunque, non qui. Mi dice -sa me l’hanno regalata- ok, non fa differenza, già che ci siamo ti dico come salvarla, perché amo le piante e ti perdono delle balle che mi racconti: tu le piante le compri dove vuoi. Di parola in parola finisce con l’accusare i nighér delle sue disgrazie e infila una serie di frasi di estrema, ma molto estrema destra. Alla seconda ora di consulenza gratuita e sproloqui comincio a farmi domande:

  • Il mio tempo è prezioso?
  • per la cliente che mostra centinaia di foto scelte fra le migliaia che ha sul cellulare (che con la luce della serra frantuma gli occhi), non è prezioso?
  • dovrei dirle che la consulenza la faccio gratis a vita per le piante comprate da me (ed è compreso nel prezzo), ma per quelle comprate altrove la deve pretendere dal signor Altrove?
  • Lei a me le consulenze gratis le farebbe?

Ma lo sconto me lo fa?

dopo una mezza giornata di domande (tutte rigorosamente evase), in cui avrei potuto rinvasare 100 piante, leggere 200 pagine oppure perché no fermarmi a far niente, la signora mi “compensa” cercando la pianta meno costosa che vede in giro. Improvvisamente frettolosa, perché ha ricordato un impegno, prende al volo il primo vaso sotto i 5 euro e dice, -le compro questa perchè le ho fatto perdere tempo- poi, non paga di tanta cafonaggine, pronuncia la frase madre di tutte le cazzate dicibili: – ma lo sconto me lo fa?-

preferisco omettere la risposta, non dico nulla e non le vendo la pianta perché non la merita. Invento una difficoltà di coltivazione insormontabile e me la tengo.

Se ne va col peso del suo razzismo e i miei consigli, che di certo ha già dimenticato. Promette di tornare e mentre la saluto le dico che forse non mi troverà perché sono stanca. Mi guardo intorno, rimetto a posto il vaso “da poca spesa”, spalanco le finestre e accendo una candela profumata, c’è proprio bisogno di cambiare l’aria alle piante,ne hanno sentite troppe stamattina!

Ceropegia woodii: cuore a foglia o foglie a cuore?

prima di conoscere Ceropegia woodii non sapevo esattamente cosa significasse viaggiare leggeri. Si, lo avevo capito ma non fino in fondo, non “davvero”.

Io sono sempre piena di bagagli, pesanti e mal legati. Porto quelli del passato, sgualciti e incrostati di licheni e poi, uno ad ogni passo, quelli ancora da vivere, già gravi ad ogni risveglio.

Ceropegia woodii scende dal suo piccolo vaso appeso, si fa strada coi suoi cuori di foglia (semplicemente passando dove capita) fiorisce, fruttifica e poi i semi volano via leggeri. Volano senza altro bagaglio che due millimetri di tegumento pieno di geni, appesi a un pennacchio che non ha peso nè futuro. Si affida al fiato del vento primaverile o alla bonaccia umida d’estate. Cadranno vicino? Lontano? Non lo sa, ma si affida e partono, per nascere ancora e ancora.

Ceropegia woodii baccello aperto, semi pronti a volare

Coltivazione

Ceropegia Woodi ama l’ombra e la mezz’ombra, resiste al sole (se la si abitua gradualmente) ma vira al rosso denunciando la sofferenza. Rimane in vegetazione tutto l’anno se la temperatura invernale non scende sotto i 12 gradi e se quella estiva non va oltre i 35. Se fa troppo freddo o troppo caldo si libera della vegetazione ed entra in una specie di letargo o estivazione che le permettono di conservare vitale il bulbo che vegeta rasoterra. Sta bene in terra da cactus leggermente arricchita.

https://millaboschi.com/terriccio-per-piante-grasse/

Ceropegia Woodii infreddolita

Fruttifica facilmente, volendo provare la magica esperienza della semina occorre tenere d’occhio i baccelli perché ad avvenuta maturazione si aprono, e basta un soffio d’aria per spargere al vento il prezioso carico di semi appesi all’ombrellino piumato. Non è un termine scentifico lo so. Si chiama pappo il pennacchio bianco usa e getta che si stacca appena il seme tocca terra, ma ombrellino mi piace molto di più. Volendo si può avvolgere il baccello con un tulle a trama fine per raccogliere i semi senza sorvegliarli di continuo.

Vendiamo Ceropegia woodii in varie dimensioni, in serra e online