Euphorbia myrsinites:pianta comune o rara?

Euphorbia myrsinites è autoctona in tutta Italia da 800 a 1800 metri di altitudine ma io non l’ho mai vista in natura e la coltivo come una gran rarità da almeno dieci anni. Beata ignoranza!

L’ho comprata in un vivaio tanto tempo fa, attratta dalle foglie grigo argentee e dal portamento indeciso, tra lo strisciante e l’eretto. Euphorbia myrsinites sale al massimo di venti centimetri e scende al massimo di venti centimetri. Non troppo arrendevole, il fusto è flessibile ma non molle verso il suolo. Ha un bel carattere, mi piace! Bella da sola e accostata a piante verde scuro, per esempio vicina alle rhipsalis da un guizzo alle fioriere estive all’ombra. Insieme a Kalanchoe gastonis-bonnieri movimenta la rigidità delle lunghe foglie a “orecchio d’asino”.

Euphorbia Myrsinites, portamento orgoglioso

Euphorbia myrsinites campionessa di resistenza

Abbandonata ai nostri freddi inverni non chiede nulla, sta anche sotto la neve e annuncia la primavera con la sua strepitosa fioritura giallo verdastra. I fiori sono composti da ciazi quasi fluorescenti e fiori ad ombrella a 5-7 raggi, con brattee cuoriformi, ghiandole gialle o aranciate, con 2 cornetti bilobi all’apice. Va bene dire solo che è bello?

Non tutto è commestibile (dedicato all’erborista autodidatta)

E’ una euphorbiacea, quindi tossica. Credo sia bene ricordarlo, specialmente in questo momento in cui, presi dall’abbondanza di tempo, ci stiamo inventando un po’ tutti erboristi e raccoglitori di erbe. Non basta la voglia di autoproduzione e autosufficienza per sbocconcellare di tutto. Le erbe lattarole (cioè le euphorbiacee) sono tossiche o addirittura caustiche. Occorre prudenza anche nel maneggiarle. Mani lontane dagli occhi e dalle mucose dopo averle rinvasate o anche solo pulite dalle vecchie foglie, il loro lattice fa danno!

Frutti esplosivi di Euphorbia myrsinites

una volta giunti a maturazione i frutti “esplodono” letteralmente. Lanciano i semi lontani e ci evitano la “fatica” della semina. L’anno successivo basterà trapiantare le nuove nate nei vasetti e prenderci il merito delle nuove nascite.

…e frutti amari

Non ho detto niente circa questo momento? Non ho molto da dire, forse proprio nulla dato che lo sproloquio televisivo e facebookiano è al culmine. Dentro di me è sceso un silenzio che difficilmente potrò descrivere, un’angoscia che non è la paura del virus e nemmeno l’isolamento. Ho capito in questo frangente quanto la mia generazione sia superflua (considerata superflua). Sono triste ecco, solo questo mi sento di dire, perché ho capito che (per molti), se siamo anziani o con patologie, non abbiamo valore. Peccato, davvero! Peccato perché abbiamo sbagliato qualcosa se i ragazzi non ci considerano degni del piccolo sacrificio che è la quarantena per proteggerci.

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Pubblicato da

millaboschi

Sono Milla, contadina da sempre, floricoltrice da 15 anni.

8 commenti su “Euphorbia myrsinites:pianta comune o rara?”

  1. cara Milla, inutile è chi non comprende l’importanza dei vecchi, dei giovani, delle piccole vite, dei fiori…. Continua ad illuminare le nostre giornate con le tue riflessioni ed i tuoi piccoli semi.

  2. Ciao, in Sardegna è un’infestante,
    i bordi delle strade ne sono pieni, è già fiorita e se il clima ci assiste presto fra il suo giallo compariranno i fucsia delle piccole orchidee selvatiche e altri fiorellini “liberi” di vario genere. Mai avrei pensato di fare un vaso coltivato di questa Euphorbia :D. Un abbraccio virtuale, ma forteforte

    1. fortunella!!! a me che non posso guardarla nei fossi resta il piacere dei vasi 🙂 🙂
      sai, l’anno scorso ho visto lungo la tangenziale di Modena metri e metri di cocomero asinino (Ecballium elaterium) e avrei tanto voluto fermarmi per prendere qualche seme…troppo pericoloso in pieno traffico, però che meraviglia le “robe” spontanee!!

  3. Cara Milla…non ci crederai, ma ho avuto modo di pensare a te nel momento in cui è esplosa quella che ormai chiamiamo pandemia.Non tutti i giovani sono egoisti e poco inclini a considerare le necessità degli altri…non tutti fuggono, come topi liberati da una gabbia,verso un Sud non ancora nella bufera.La tristezza delle immagini della stazione di Milano difficilmente riuscirò a cancellarle.Mia figlia studia a Ferrara,vorrebbe fare l’ingegnere,eppure è rimasta lì per paura di poter contagiare noi ma,soprattutto,suo nonno.Noi aquilani abbiamo imparato a conoscere la sofferenza molto tempo fa…continuiamo a riempici gli occhi con i colori dei nostri fiori.

    1. non tutti i giovani sono egoisti!! solo non credevo che ce ne fossero così tanti. In bocca al lupo alla tua ragazza che sarà un bravo ingegnere ma prima di tutto è una ragazza con un bel cervello e un bel cuore.

  4. Milla, buongiorno. Anche da noi, nel Lazio, questa pianta nei campi è molto comune ma ciò non toglie nulla alla sua bellezza. Per quanto riguarda i giovani, non angustiarti, non ci pensare, coltiva le tue piante e cogli l ‘ispirazione per nuovi articoli. Tu sarai felice, noi due volte!Un abbraccio

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