Piante grasse e piante di cortesia

Piante grasse ovunque in questo cortile, ma è stata una primavera anomala per coltivare xerophyte, nordica direi. Il 5 maggio cadeva neve insieme all’acqua che sferzava la bassa collina, mai successo! Emozionante come il “nevicava a Roma”, se non ci fosse stata la preoccupazione per le cactacee già portate all’aperto a rovinare l’atmosfera giocosa. -Sono farfalle o piumini di pioppo?- -No, no, cavoli, è proprio neve!-

Sono passati solo due anni dalla gelata di aprile ma nevicare a maggio non era mai successo

https://millaboschi.com/danni-del-gelo-tardivo/

Lavoro extra

In primavera si mettono le piante grasse all’aperto, si proteggono con un’antigrandine e, fino a metà ottobre se ne stanno lì, ad abbronzarsi fiorendo. NON QUEST’ANNO!!! Teli messi, teli tolti, birra per affogare le lumache (il cielo ci perdoni ma lasciargli mangiare tutto tutto, proprio tutto non è possibile). Sottovasi delle aromatiche da svuotare, da togliere, da rimettere e semenzai di cactus che rischiano l’esplosione. Questa è stata la nostra primavera, poco bucolica, se non fosse stato per quel melo cotogno in fiore che, sul fondale fisso di un cielo da temporale, regalava ogni giorno un respiro così largo e profondo da farci andare in overdose di ossigeno.

Colpi di sole

Ogni tanto esce anche il sole, ed è quello onesto, di maggio, cioè quello che secca il maggengo in due giorni e apre le crepe nella terra argillosa spaccando le radici capillari. Questo è in grado di bruciare la pelle alle piante, come ai biondi che vanno in spiaggia per la prima volta. Abbiamo messo qualche rete, ma esteticamente sono inguardabili, sembrano piante catturate! Entrano in scena a questo punto le piante di cortesia, quando c’è voglia di bello e solidale.

un po’ d’ombra portatile per i vassoi di piante che devo ancora abituarsi al sole diretto

Le nostre piante solidali

Sono quelle che d’inverno stanno nell’angolo più buio perché: dai tanto non sono preziose! Sono quelle di cui non so il nome, non l’ho cercato (ahimé) perché il tempo è poco e, le generose, il loro lavoro lo fanno da anni in anonimato. Vivono in vasi abbastanza leggeri per poterli trasportare e abbastanza pesanti perchè il vento non li capotti rompendo le piante che stanno proteggendo. Ci si ricorda allora anche dell’ulivo, che aspetta da anni di essere rinvasato ma fa ugualmente le olive perché forse ci compatisce.

Un piccolo ulivo (in vaso) protegge un tremendo eruca e un enorme ferocactus dalle scottature solari. Ci sono momenti in cui anche i più forti sono fragili

Grazie per l’aiuto

PROTEGGONO proiettando un’ombra imperfetta, dondolante quanto basta perchè le piante grasse sotto la loro chioma si abituino al sole, si possono spostare al bisogno e allontanare quando non serviranno più. Sono per lo più semi che mi sono stati regalati da amici che hanno viaggiato. Me li hanno affidati per poter ricordare Cuba, il SudAfrica, la Giamaica, ogni volta che avranno voglia di ritornarci. Li hanno portati piegati in un fazzolettino di carta stropicciato dalla valigia: -Prendili tu che li sai curare…- si certo, come se fosse sufficiente dire che – erano dietro il residence sulla playa, in un posto caldo dove il mojito era ottimo- per sapere cosa amano. A dispetto di tanta (mia) ignoranza, forse nutrite da tanta (loro) fiducia sono arrivate all’altezza giusta dei due metri, per proiettare l’ombra di cortesia: itinerante, senza esigenze.

Pioverà per quattro anni, undici mesi e due giorni come a Macondo?

Sembra non finire mai e intanto le persone che aspettano le piante ordinate un anno fa si spazientiranno? Di sicuro penseranno che il loro ordine è andato perso, che ci siamo scordati. Certo che no, è che tutto è legato alle ore di luce e le radicazioni stentano se il cielo è sempre coperto. Poi fa anche freddo e questo non aiuta. Ci rileggiamo “cent’anni di solitudine” intanto che piove? Ci sarà poi tempo per fare tutto, perché prima o poi finiranno tutte queste lacrime.

https://www.castellarocactus.com/

Pubblicato da

millaboschi

Sono Milla, contadina da sempre, floricoltrice da 15 anni.

8 commenti su “Piante grasse e piante di cortesia”

  1. bello, poetico e utile… così personificate che mi viene quasi voglia di ringraziare queste piante come se potessero sentirmi!!

    1. e ti sentono! spesso comunicano così bene che mi ritrovo a parlarci, poi mi guardo intorno sperando che non ci siano umani nei paraggi perché non è comprensibile per tutti.

  2. E’ sempre un piacere leggerti,consola dal non sentirti più spesso,dal non essere più vicine( geograficamente ) e quindi non potersi dire ” mollo tutto e ci beviamo un……… insieme raccontandoci e ridendoci sopra,anche. E poi di impara sempre qualcosa,bacibaci.

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