scrivere per non essere soli (e per Lisa)

non pubblico articoli da agosto 2023, una sorta di isolamento dovuto a mille motivi, riassumibili in uno: tutto quello che faccio, se riferito al mondo web e all’editoria, è insufficiente. Ho pensato che quello che scrivo non fosse “abbastanza buono” e mi sono costretta a lasciar perdere.

un esempio?

il rendiconto annuale della casa editrice evidenzia un numero ridicolo di copie vendute del mio libro “filari d’ombra” https://millaboschi.com/romanzo-filari-dombra/

il primo pensiero? non sono abbastanza brava! il secondo? chi mi credevo di essere? Invece devo tenere conto anche di un’altra responsabilità: se l’editore non ha forza persuasiva le librerie non propongono sconosciuti. Se l’editore spende parole bellissime per elogiare il mio scritto e poi non lo sa vendere è un problema suo. Inoltre le vendite non sono il valore del libro, sono solo un risultato di marketing. Anche scrivere ha bisogno di promozione, questa non è sicuramente la prima preoccupazione quando si pigia sulla tastiera per fissare e condividere i propri pensieri.

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e se invece si pensasse di scrivere per non lasciare soli?

la prospettiva in questo caso cambia di parecchio. Mentre stavo pensando di chiudere il blog, catalogarlo come esperienza finita e accatastarlo fra le delusioni, ho ricevuto un bel messaggio da Lisa. Lisa chissà chi, da chissà dove, ieri mi mi ha scritto per parlare di piante migrate da un affetto all’altro. C’era di mezzo una talea, la preoccupazione per la salute di una pianta presa in un viaggio verso chi non c’è più. C’era un riferimento al mio blog come a cosa viva, vicina, importante. Era un messaggio rivolto PROPRIO a me, come se ci conoscessimo da sempre.

scrivere sempre

cara Lisa,

il tuo importante messaggio mi ha ricordato cosa significa scrivere, mi ha dato la conferma di quanti cerchi si formino lanciando una parola e di quanto ossigeno ci sia in quei cerchi, sia per chi scrive che per chi legge. Un tocco, un momento, una sensazione che rimane anche quando sembra dimenticata. Ho ripreso in mano la vita reale e l’importanza di pensare alle persone una per una, non ai grandi numeri come ci insegna il web togliendoci la gioia delle piccole cose.

scrivere di ciclamini
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