Ceropegia woodii: cuore a foglia o foglie a cuore?

prima di conoscere Ceropegia woodii non sapevo esattamente cosa significasse viaggiare leggeri. Si, lo avevo capito ma non fino in fondo, non “davvero”.

Io sono sempre piena di bagagli, pesanti e mal legati. Porto quelli del passato, sgualciti e incrostati di licheni e poi, uno ad ogni passo, quelli ancora da vivere, già gravi ad ogni risveglio.

Ceropegia woodii scende dal suo piccolo vaso appeso, si fa strada coi suoi cuori di foglia (semplicemente passando dove capita) fiorisce, fruttifica e poi i semi volano via leggeri. Volano senza altro bagaglio che due millimetri di tegumento pieno di geni, appesi a un pennacchio che non ha peso nè futuro. Si affida al fiato del vento primaverile o alla bonaccia umida d’estate. Cadranno vicino? Lontano? Non lo sa, ma si affida e partono, per nascere ancora e ancora.

Ceropegia woodii baccello aperto, semi pronti a volare

Coltivazione

Ceropegia Woodi ama l’ombra e la mezz’ombra, resiste al sole (se la si abitua gradualmente) ma vira al rosso denunciando la sofferenza. Rimane in vegetazione tutto l’anno se la temperatura invernale non scende sotto i 12 gradi e se quella estiva non va oltre i 35. Se fa troppo freddo o troppo caldo si libera della vegetazione ed entra in una specie di letargo o estivazione che le permettono di conservare vitale il bulbo che vegeta rasoterra. Sta bene in terra da cactus leggermente arricchita.

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Ceropegia Woodii infreddolita

Fruttifica facilmente, volendo provare la magica esperienza della semina occorre tenere d’occhio i baccelli perché ad avvenuta maturazione si aprono, e basta un soffio d’aria per spargere al vento il prezioso carico di semi appesi all’ombrellino piumato. Non è un termine scentifico lo so. Si chiama pappo il pennacchio bianco usa e getta che si stacca appena il seme tocca terra, ma ombrellino mi piace molto di più. Volendo si può avvolgere il baccello con un tulle a trama fine per raccogliere i semi senza sorvegliarli di continuo.

Vendiamo Ceropegia woodii in varie dimensioni, in serra e online

Ceropegia armandii: aspetto stupendo inquietante preistorico

Ceropegia armandii ha un grande difetto: sembra finta e quindi è a rischio di palpeggiamenti violenti

Questa “liana spigolosa” marrone scuro attira sempre l’attenzione e, siccome siamo diretti discendenti dei primati, tutti noi abbiamo bisogno di “tastare” le cose che non abbiamo mai visto, per approfondire la conoscenza. 🙂

E’ normalissimo cercare di usare tutti i sensi per “capire” di cosa si tratta a tutti i livelli, la maleducazione non centra. Nel caso di Ceropegia armandii, abbiamo bisogno di capire tutto! Al nostro primo incontro con lei è perfino difficile definire se è animale o vegetale, se è cosa viva o morta, e poi, man mano la curiosità cresce fino a doverla toccare a annusare. E’ ruvida al tatto come un’iguana e le radici abbozzate, su ogni porzione di ramo, potrebbero essere zampette.


Ceropegia armandii è una splendida asclepiadacea proveneniente dal Madagascar, ancora poco diffusa, forse più nota nella versione “green”.
La armandii, cioè quella che ho fotografato è marrone scura tutto l’anno, sono scurissime anche le puntate giovani, anche tenuta all’ombra. La versione Ceropegia armandii “green” che ho visto in vendita aveva sezione più piccola, articoli verdi e fiore diverso.
Queste piante non amano il sole, hanno portamento rigido ricadente, i nuovi articoli crescono in prolungamento di quelli dell’anno precedente, mantenendo,  nel punto di nuova crescita vegetativa, una specie di “incastro”, molto marcato. Hanno foglie piccolissime, solo sulla vegetazione dell’anno, e solo per qualche settimana in autunno.

Sono piante lente, o almeno, sono lente da noi che concimiamo pochissimo, diventano rapidissime solo quando decidono di fiorire. Cacciano un lungo ramo rampicante (non ricadente come il resto della pianta) che si allunga e si attorciglia su qualsiasi cosa possa aiutarlo ad arrivare molto in alto, ne abbiamo avuti anche lunghi un paio di metri.
Questo è il motivo della bruttezza delle foto, erano veramente in alto e fare free klimb non è proprio il mio mestiere.

Ceropegia armandii si riproduce molto facilmente per porzione di ramo. Si tagliano in primavera-estate, porzioni di rami, possibilmente nel punto di intersezione, si lasciano asciugare qualche giorno e si piantano in terriccio ben drenante.
Radica in fretta, non ha esigenze particolari, se non il bisogno di essere difesa dalle cocciniglie che la trovano prelibata.

Un buon insetticida sistemico, che non macchi, è l’ideale in caso di attacchi importanti. Il trattamento va ripetuto due volte a distanza di 10-12 giorni per eliminare anche le cocciniglie nate finito il periodo attivo dell’insetticida.
Per pochi insetti e poche piante si può tentare con macerato di aglio. La pianta è impermeabile per cui occorre spennellare tutta la superficie col macerato, specialmente le parti più nascoste…più volte!

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