Avonia o Anacampseros: papyracea,albissima,baeseckei

Avonia o anacampseros?

puoi trovarle cartellinate in entrambi i modi. A volte la nomenclatura delle piante è una vera giungla, non facciamone un problema. L’importante è averle in collezione e riuscire a mantenerle bellissime, nonostante la costrizione del vaso e le condizioni climatiche non ideali.

puoi trovarle in vendita qui https://www.castellarocactus.com/succulente/ oppure direttamente in serra: via Castellaro 47 Bannone di Traversetolo PARMA

Piccoli gioielli

l’innegabile bellezza di queste piante sta…in ogni parte! Fusto, foglie e radici sono riusciti a trasformarsi in piccoli serbatoi. E’ il loro strattagemma per conservare i succhi necessari alla vita in ambiente ostile. Appartengono alla famiglia delle portulacaceae, sono sudafricane; le puoi riconoscere facilmente dalla stipola, sostituita da un ciuffo di peli. Una foglia che parte dal fusto inserita in un ciuffetto di peli o di squamette ha il suo fascino, se poi questi sono sparsi anche sulle superfice delle foglie, la meraviglia aumenta.

Fioritura anomala

I fiori di Avonia (o Anacampseros) sono a 5 petali, i cui sepali sono sostituiti da due squame dall’aspetto cartaceo. Noterai, coltivandole, che sono pochissimi i fiori delle 3 varietà albissima, papyracea e baeseckei, che sbocciano. Quasi tutti i boccioli si trasformano in minuscole capsule, senza aprirsi, da queste usciranno i semi una volta maturi. Forse è lo stesso meccanismo delle viole a nozze segrete? I semi nascono facilmente intorno alla pianta madre, sono piante lentissime, ma noi amanti delle grasse non abbiamo fretta.

la cura

le Avonia sono semplici da coltivare. In terriccio da cactus, mezz’ombra o ombra, evitando ristagni ti daranno il massimo. Io annaffio una volta a settimana d’estate. Gradiscono qualche sporadica annaffiatura invernale. Trovi la “ricetta” del mio terriccio qui:

https://millaboschi.com/terriccio-per-piante-grasse/

Avonia o Anacampseros sono adattissime per chi ha tanta voglia di piante e poco spazio. Parlerò di mini piante in uno dei prossimi articoli: possiamo sicuramente progettare una collezione interessante e gratificante su un piccolo tavolo. Proviamo a farlo insieme?

Rhipsalis paradoxa: la cactacea che non ti aspetti

partendo dall’idea che tutte le piante sono belle, vorrei azzardare la teoria che qualcuna possa sembrare “meno bella” perché non possiede nulla di appariscente, e quindi può sfuggire all’occhio distratto.

Rhipsalis in vendita qui: https://www.castellarocactus.com/catalogo-cactaceae/

Mi segui?

sono certa che se stai leggendo o seguendo il mio blog sei un appassionato di piante per cui sei sicuramente un attento osservatore, ma nel caso che Rhipsalis paradoxa ti fosse sfuggita, permettimi di renderla “sgargiante” ai tuoi occhi.

un fallimento ben riuscito

Rhipsalis paradoxa, come tutte le Rhipsalis si può considerare un cactus “mal riuscito”. Possiede infatti l’aspetto verde delle succulente e solo un paio di piccole spine negli internodi e non in tutti, a ricordarci con gran bruciore che è a tutti gli effetti un cactus. Si è adattata alla vita ancorata agli alberi, quindi deve vivere senza la fortuna di terriccio e di acqua da assorbire con comodo. Non parassita la pianta ospite perché è autotrofa. Bada a sé stessa con la fotosintesi e il poco materiale che c’è. Allunga i rami per diversi metri, fiorendo e disseminandosi grazie agli uccelli che ne mangiano le bacche.

Occhio ai particolari

I lunghi rami di Rhipsalis paradoxa sono formati da articoli piatti, con tre coste longitudinali, che si susseguono da un internodo all’altro partendo e ripartendo in porzioni di circa 4 cm. Ad ogni ripartenza le coste longitudinali sono allineate alla parte piana della porzione precedente. Sembra che qualcuno le abbia dato un giro di vite ad ogni nuova crescita. I fusti sono lunghi qualche metro, molto flessibili e molto robusti. Se durante la loro crescita raggiungono una posizione favorevole mettono radici e ripartono con un nuovo ancoraggio e una nuova pianta. Immagino che viste in natura siano un lungo mantello che scende da alberi di alto fusto. Ho trovato un po’ di difficoltà a spiegare come è fatta, questo certifica che non ha forma comune. Ho allegato il video per evitare incomprensioni. Primo video caricato qui, mi sembra enorme, imparerò a fare di meglio.

Progetti (o sogni) e coltivazione

Potrebbe essere utile progettare un viaggio per vederle “dal vero”? Per me e per molti (per molti motivi) potrebbe essere indispensabile coltivare bene quelle che abbiamo in vaso e continuare a sognare: se loro possono vivere bene in vaso noi possiamo vivere altrettanto bene senza prendere l’aereo.

Per farle stare bene occorre un buon terriccio per cactaceae, se vuoi far loro un regalo aggiungi un poco di segatura molto vecchia, senza residui di vernice naturalmente (questo doveva restare un segreto). Tienile all’ombra e non scendere sotto +5°. Qui trovi la mia ricetta per il terriccio: https://millaboschi.com/?s=terriccio

Se cerchi altre notizie circa altre Rhipsalis le trovi qui: https://millaboschi.com/?s=rhipsalis

se vuoi seguirmi su instagram sei il benvenuto! https://www.instagram.com/castellarocactus/

ecologia: tutti possiamo fare qualcosa

Come promesso nell’articolo di una settimana fa, oggi ti parlerò di atteggiamenti inaccettabili del florovivaismo. Argomento inesauribile, lo so, ma da qualche parte occorre cominciare. Come coltivatrice di piante grasse comincerò da loro. Proprio da quelle così tanto diffuse nel periodo natalizio e oltre.

Non tutto il verde è utile

Le piante, grazie alla fotosintesi, producono per noi tutto l’ossigeno che respiriamo, per cui: ci tengono in vita. Col solo aiuto della luce del sole, ci restituiscono in respiro tutta l’acqua e le sostanze che assorbono dal terreno.

  • tutte le piante producono ossigeno
  • moltissime producono ossigeno e cibo per il nostro corpo
  • tutte producono ossigeno e cibo per la nostra anima
  • ALTRE SONO UN PESO INUTILE PER LA TERRA

com’è possibile? Colpa dell’uomo, ovvio.

Queste ultime hanno un costo ecologico senza dare un beneficio all’ecosistema.

  • Consumano plastica per il vaso
  • torba o substrato di coltivazione
  • concimi per la crescita
  • anticrittogamici e insetticidi per la conservazione
  • acqua
  • VERNICE spray
  • VELLUTO ADESIVO
  • MATERIALE SINTETICO ANCORA SPRAY PER LA FINTA NEVE
  • combustibile per il riscaldamento delle serre
  • ancora tanto combustibile per arrivare ai luoghi di vendita (a volte migliaia di km) e non sono nemmeno compostabili!

Piante come oggetti non recuperabili

Ti sarà sicuramente capitato di vedere tra gli addobbi natalizi anche piante sbrilluccicanti. Piante vere verniciate, o con appiccicati orpelli inguardabili. Non pensare che siano innocue, non è così. Possiamo dare un’occhiata, pensare che è solo una scemenza e tirare dritto. MA NON SONO SOLO UNA SCEMENZA. La parola ecologia non ha più significato?

ecologicamente parlando queste piante non si potranno nemmeno smaltire nel compost dopo la loro morte. Morte non immediata in questi due casi, le echeveria verniciate alla tua sinistra hanno messo foglie verdi. Il verniciatore folle ha lasciato il cuore della pianta scoperto, e loro hanno continuato a crescere, col minimo di fotosintesi che riuscivano a fare. Le sansevieria cylindrica di destra invece avranno “solo” le punte deturpate. Le nuove foglie nasceranno alla base pulite.

Piante moriture che non andranno nel compost MA NELL’INDIFFERENZIATA (e l’ecologia?)

a queste non è andata altrettanto bene, sono destinate a morire prima della primavera, e per cosa?

Per rallegrare la casa di persone che, non vedendo il bello delle piante vere, le cercano farlocche? Per fare pendant con la tenda o la tappezzeria di una stanza?

A QUESTO SCOPO POSSIAMO COMPRARE PIANTE DI PLASTICA, ALMENO SI RICICLERANNO QUANDO CAMBIEREMO LE TENDE PER UN COLORE NUOVO.

TUTTI POSSIAMO FARE QUALCOSA

RICORDIAMOCI che abbiamo noi il controllo del mercato. Col nostro portafoglio possiamo pilotare le produzioni delle serre, così come le produzioni alimentari e ogni altra cosa che sia in vendita. L’ecologia la “facciamo” ad ogni acquisto.

NIENTE DOMANDA? PRODUZIONE SOSPESA!

se poi vogliamo essere ancora più attivi (e in questo momento la terra ce lo chiede), parliamo al nostro fioraio di questa cosa, se vediamo che lui non ci ha pensato e le ha comprate, poi passiamo alla coop (che le compra da anni) e facciamo presente che se la coop siamo noi e si fregia di essere ecologista deve darci un taglio.

volutamente non parlerò in questo articolo della hoya a forma di cuore-amore-love perché ne ho parlato qui un giorno in cui ero particolarmente acida: https://millaboschi.com/hoya-kerrii/

buona coltivazione!

PIANTE GRASSE DA NON TOCCARE

ci sono PIANTE GRASSE DA NON TOCCARE ma non sono quelle più spinose.

ti stai chiedendo se ne esistono delle urticanti?

forse le più infide saranno quelle con i glocidi?

parlando di piante grasse da non toccare

mi riferisco ad altro, mi spiego meglio:

dalle punture di glocidi o spine feroci potrai tranquillamente guarire nel giro di pochi giorni ma ci sono danni che TU puoi fare alle piante toccandole. Questi danni richiederanno molto più tempo per essere rimediati.

pruina protettiva

Le piante grasse sono spesso ricoperte da una pruina che serve loro per difendersi dai raggi ultravioletti. Questa sostanza cerosa le rende impermeabili e molto, molto affascinanti. Toccandole la rimuoviamo e rendiamo la superficie che abbiamo danneggiato vulnerabile. Che poi diciamocelo francamente: che bisogno c’è di palpare le foglie?

quindi: basta toccare le piante grasse!

Per conservare il loro aspetto originale dobbiamo evitare di lasciare le nostre impronte digitali sulle foglie! Chiaro che anche una pianta in natura avrà segni dovuti ad animali o intemperie, fa parte della vita, ma se possiedi piante che dovrebbero essere bianche e invece sono grigie, c’è qualcosa che non va.

se ci considerassimo custodi delle piante?

credo che il mondo sarebbe migliore. Se provassimo a capire quanta meraviglia c’è in uno strato di cera, in una spina “da difesa”, in una foglia che secca rendendo la pianta poco appetibile di fronte a un predatore…forse saremmo anche noi più ricchi e felici.

boicottiamo per pretendere rispetto

sull’onda di quanto detto vorrei chiederti di boicottare i venditori che commerciano piante verniciate o deturpate da trattamenti vari. Basta smettere di comprarle perché questo schifo finisca. Belle le piante finte, se ben fatte, ma perché verniciare piante vive? Perché attaccare paillette a foglie verdi impedendo loro di fare la fotosintesi? Che senso ha sprecare mesi di energia per riscaldare le serre, torba, plastica dei vasi? Ha senso inquinare coi pesticidi per mantenerle sane e poi per trasportarle, se non possono vivere?

ti racconterò in modo più esaustivo delle follie del florovivaismo nel prossimo articolo

Spedizione delle piante grasse a radice nuda: dov’è il problema?

e soprattutto: c’è un problema?

prima di tutto ti svelo un segreto

ti starai sicuramente chiedendo perché nella foto di copertina ho messo la velina trasparente (orrenda) con la scritta Castellaro. E’ una storia lunga ma te la farò breve. Mi è capitato più volte che mi venissero chieste foto di piante da potenziali clienti che poi sparivano con le preziose immagini. Mi hanno poi spiegato che servono per mettere in vendita piante che non si possiedono, usando quindi il tempo e i soggetti altrui. Mannaggia, non mi scanterò mai!!!!

torniamo al nostro argomento:

mi capita spesso di vedere annullati gli ordini quando comunico che invio le mie piante grasse a radice nuda. Perché è un problema? Perché ho fatto questa scelta?

La mia è una piccolissima serra, un piccolo tassello nell’azienda agricola a regime speciale. Non possiedo impianti di imballaggio automatico né spedisco in carrelli. Lavoro sulla piccola quantità, di pregio, ma piccola. Spedire le piante grasse a radice nuda significa alleggerire il pacco di spedizione e ridurre tantissimo i possibili danni da sballottamento che il viaggio comporta.

garanzie in più

la pianta che viaggia a radice nuda non viene stressata dal peso della terra e del vaso. Le radici nude non sono un problema e consentono a chi la riceve di vedere in che modo è stata coltivata. Lo stato di salute della pianta è ben visibile dall’apparato radicale e avrai una conoscenza migliore del come si àncora. Puoi scegliere già da subito e con cognizione di causa il vaso più adatto per il suo futuro. Il vederla pulita, fuori dal terreno, ti consente di scegliere la profondità del vaso, senza timore di darne uno basso a chi ha la radice a fittone come una carota, o alto a chi ha bisogno di pochi centimetri di profondità.

esamino!!!

da come sono spedite le piante puoi capire la professionalità del venditore, l’età della pianta e la sua voglia di vivere. Qualsiasi modo si scelga per la spedizione l’imballaggio deve essere curato e le radici ben sviluppate se non SPECIFICATO E CONCORDATO preventivamente. Queste sono le garanzie per la coltivazione ottimale della pianta che hai acquistato a distanza.

conclusioni circa la spedizione a radice nuda

possiamo concludere dicendo che nella stragrande maggioranza dei casi NON CI SONO controindicazioni per la spedizione a radice nuda. Nel raro caso la pianta fosse delicata, o peggio ancora permalosa, il venditore non spedirà a radice nuda ma inventerà l’imballaggio idoneo.

per i tuoi acquisti ti lascio il link del mio catalogo, se stai cercando qualcosa in particolare puoi chiedermi info, 347 4121367 anche WhatsApp , al momento mi è impossibile mettere in catalogo tutto quello che ho.

https://www.castellarocactus.com/catalogo/

https://www.instagram.com/castellarocactus/

oppure vieni in serra (su appuntamento)

Le piante ben radicate possono essere spedite tutto l’anno (sospendiamo gli invii solo se la temperatura scende sotto zero) le talee non radicate (cutting) devono essere spedite solo nei periodi adatti alla radicazione (non in tardo autunno e inverno)

BUONA COLTIVAZIONE!

Aeonium sedifolium: piccola crassulacea fantasiosa

Perché fantasiosa? Iniziamo col dire che le piante che si vendono meglio sono quelle regolari, quelle che stanno composte nel vasetto e crescono onorando esattamente lo schema Fibonacci. Aeonium sedifolium non è né regolare né tantomeno inquadrabile o domabile. Fa di testa sua.

Con quale criterio i grandi vivai scelgono cosa coltivare?

Troviamo sempre Aeonium sedifolium in vendita in vasi molto piccoli, di solito 5,5 centimetri. Questo perché da piccolo ha un aspetto bello ordinato. Si piantano come talee le cime delle piante adulte e se ne ottengono alberelli regolari, ma poi cosa succede? La talea diventa una vera pianta, con un suo carattere e un suo modo di essere unica: si piega e si appoggia di lato cercando di radicare ovunque trovi terra. Nella sua nuova forma non può essere impacchettata in modo standard.

Siamo un piccolo vivaio non standard per cui trovi piante di Aeonium sedifolium di 2 anni in vendita sul nostro catalogo: https://www.castellarocactus.com/catalogo-crassulaceae/

Cos’è la bellezza?

Ecco un dilemma che non troverà risposta! In un mondo dove non c’è spazio per i “diversi” la bellezza ha la forma che sta nel vassoio di plastica da 24 o 36 vasi, senza rubare spazio al vicino, e senza occupare nemmeno un millimetro in più della circonferenza del buco studiato per contenere il vasetto di plastica. Non c’è storia per gli Aeonium sedifolium adulti!

Largo ai ribelli, ai diversamente giovani e agli spernussi!!! (quindi ad Aeonium sedifolium)

col termine spernus a Parma si indicano gli spettinati, ma affettuosamente. Cioè: uno che ha i vortici in testa sarà sempre spernus, anche se si è appena acconciato i capelli, e farà simpatia, proprio per quella differenza di andamento che ostinatamente i suoi ciuffi vorranno seguire.

Aeonium sedifolium viene dalle Canarie, ha foglie simili più a quelle di sedum che a quelle classiche degli aeonium, sono appiccicose e “dipinte” all’estremità da una leggera pennellata rossa. Io li tengo a mezz’ombra ma non escludo che posizionati al sole possano stare bene. La difficoltà del tenerli al sole è che spostandoli dal ricovero invernale al sole pieno possano ustionarsi. L’ombra totale invece toglie loro la vivacità della pennellata. Resiste bene all’inverno a +6° se poco annaffiato. Annaffiatura estiva settimanale, con terriccio per piante grasse ben drenante.

L’importanza del vaso adatto

Tieni conto della sua natura nel sistemare questa deliziosa pianta in un nuovo vaso. Un contenitore pesante ti consentirà di coltivarla anche quando si sposterà rispetto al baricentro del vaso e di ammirarla com’è davvero, senza l’artifizio della potatura.

perdonami la coroncina natalizia, se proprio ti è impossibile sopportare l’asimmetria puoi mettere un minerale, un sasso, uno gnometto o un elfo nella parte “vuota” del vaso

Conclusioni

Se ami le piante lasciale crescere assecondandole, ti sorprenderanno con una forma adulta che forse non avevi mai immaginato.

Ti aspetto su instagram https://www.instagram.com/castellarocactus/

Huernia pendula

parliamo di piante e di fotografia

E’ fiorita in questi giorni Huernia pendula. Cellulare alla mano mi parte la compulsione delle foto. Sembra quasi più importante fotografare che godersi il momento. C’è instagram che aspetta per condividere con gli amici virtuali, c’è il sito che aspetta le foto per poter vendere piante (e riuscire a sopravvivere in un momento così complicato). Ci sono gli amici reali, quelli che trascuro per via del lavoro e del virtuale, a cui comunicherò di essere ancora viva tramite la foto di un fiore.

fotografia: un mondo misterioso (Huernia pendula fa emergere le lacune)

non so esattamente quante foto scatto ogni giorno, tutte da dilettante, come mezzo ho un telefonino smarzo. Rimando il corso di fotografia a quando avrò tempo e a quando smetterò di dirmi -tanto ormai…- (da notare che il corso me lo farebbe mia figlia da remoto visto che è il suo mestiere e non ho nemmeno la scusa del costo, conto sullo sconto 🙂 )

Fotografando Huernia pendula mi sorge la solita domanda: ma perché cavolo non è fotografabile? Perché il colore non somiglia nemmeno a quello reale? Cosa sbaglio? Propongo un esempio:

queste due foto sono state fatte con la stessa luce su fondo di colore diverso. Nessuna delle due è fedele alla realtà.

IL COLORE REALE è quello sotto che però non ci permette di vedere i particolari della pianta, bitorzoli e sfumature non sono visibili

troppo scura per vederla bene, eppure questo quasi nero è la sua bellezza.

lasciando perdere le solite filosofate su quanto sia reale quello che vediamo e su quando sia soggettiva la nostra visione delle cose, mi attivo per fare foto migliori.

Huernia pendurata, basta foto! Parliamo della pianta

Asclepiadacea non comune, di piccola taglia, resistentissima alla siccità, sensibile alla botrite e ai marciumi da troppa acqua. Resiste al sole ma preferisce la mezz’ombra. Nel trovarle un angolino ideale per la coltivazione, dobbiamo tenere conto che spesso in natura le piante così piccole godono del riparo di sterpaglie. Fiore quasi nero, autunnale. Tende a crescere strisciando, emette radici ovunque tocca il terreno. I fiori sono rivolti verso il basso, la parte sopra, cioè il “retro” del fiore è questo:

per vedere altre foto (migliori di queste, perché i fiori vicino al nero sono davvero pochi)puoi seguirmi su instagram.

BUONA COLTIVAZIONE!!!

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